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Le letterine dei bimbi di 36 anni fa... Babbo Natale le ha conservate - Video
Castiglioncello, dal sacco dei doni di Valerio Lami spuntano i desideri dell’82: niente videogiochi ma bici, macchinine e costruzioni
CASTIGLIONCELLO. Dove ripone le lettere dei bambini Babbo Natale? Quella lunga lista di desideri compilata scrupolosamente qualche settimana prima del 24 dicembre così da essere sicuri che la missiva arrivi per tempo? Qualche volta la magia del Natale fa delle sorprese ed è così che Valerio Lami, ingegnere di Castiglioncello che per alcuni anni ha rivestito i panni di Babbo Natale per la gioia dei più piccoli, ha ritrovato una serie di lettere scritte 36 anni fa, ossia nel Natale 1982.
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Bambini che, oggi, si sono fatti uomini e donne e che, come ora stanno magari facendo i figli, con una scrittura stentata e qualche errore di ortografia, hanno voluto scrivere la lista dei desideri a quel Babbo Natale che con il carretto passava per piazza della Vittoria ed arrivava fino a Caletta. Un babbo Natale che non solo raccoglieva le lettere ma anche i doni, che gli stessi bambini gli portavano, e che venivano distribuiti a tutti quei coetanei che non avevano mezzi per comprarsi giocattoli.
A leggerle oggi, quelle lettere, scritte su fogli di quei quadernini come usavano all’ora, fanno tenerezza. Riportano ad una società chei sembra lontana anni luce. Niente giochi elettronici, al massimo una pista con le machinine, niente video giochi o robot. Ma pattini a rotelle e biciclette. Come Paolo che a Babbo Natale chiedeva “una bicicletta gialla e nera” e che prometteva di stare buono. O come Lorenzo che semplicemente chiedeva “tanti giocattoli” e mandava pure baci. Michele una “semplice macchinina” o Emanuele “il gioco delle macchine” e spiegava in modo che Babbo Natale non potesse avere dubbi “è un gioco che c’è una macchinine rossa e una macchina gialla”. Annalisa “i trucchi e l’albergo di Barbie, le costruzioni, il gioco della rana e anche un po’ di carbone perché - ammetteva - sono un po’ cattivella”. O la democratica Elena che scriveva “Caro Babbo Natale sono Elena ti chiedo di portarmi quello che ti pare”. Nicola invece voleva “una base spaziale, il biliardino, i pattini e basta”.
E ancora Yuri che avrebbe desiderato “La fattoria con gli animali, un cannocchiale, una macchina e una motocicletta”. E poi Greta, 6 anni “ti voglio tanto bene e ti ringrazio per i doni che spero mi porterai”. Un bambino di nome Rudi che da Caletta chiedeva “Un camion che porti la sabbia, quello che usano i lavoratori ma…non vero!”. Omar da Caletta che, con tanto di disegno, chiedeva “una scatola di costruzioni, un astuccio a tre pezzi e se puoi anche una macchinine”. «Mi piacerebbe- commenta Lami - che qualcuno si potesse riconoscere nelle lettere che mi sono state consegnate 38 anni fa. Si tratta di ricordi molto belli». E forse qualcuno di riconoscerà davvero in questa lista dei desideri che, a sei, setto, otto, 9 anni si saranno certamente avverati.
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