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sanità 

«Ospedale svuotato sarà trasformato in un primo soccorso»

«Ospedale svuotato sarà trasformato in un primo soccorso»

Il punto del Movimento 5 Stelle a vent’anni dall’apertura Sottolineata anche la riduzione degli interventi chirurgici

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cecina. Resta sullo sfondo la festa per i 20 anni dell’ospedale di Cecina. Occasione che il Movimento 5 Stelle di Cecina raccoglie per verificare lo stato dell’arte sostenendo che la struttura «poco per volta, in modo da non sollevare grandi malumori nella popolazione, si avvia alla sua estinzione e trasformazione in un grande primo soccorso». Bocciata anche la messa in rete dei 2 ospedali di Cecina e di Piombino. «Non si è verificato alcun miglioramento dei servizi ma sono state previste gestioni di quanto già esisteva, spalmandolo su due presidi ospedalieri ed attuando pertanto molti tagli rispetto al passato all’interno di ciascun ospedale».

A Cecina il numero dei posti letto è inferiore al 3,15/1.000 abitanti, «senza nessuna compensazione di servizi sul territorio, come previsto dal decreto Balduzzi». E a seguire un lungo elenco di ciò che non va. «Non c’è più l’unità di urologia, ma solo un ambulatorio, così come per otorino. Non c’è più l’elettrofisiologia mentre ci era stato promesso, dalla Regione a guida Pd, addirittura un polo per l’elettrofisiologia. Non c’è più neppure l’ambulatorio di senologia, mentre era stato promesso addirittura la creazione dell’Area Donna con l’istituzione della chirurgia senologica non oncologica che, ovviamente, non è stata istituita». E ancora: «Non è stata concessa la sala di emodinamica come era stato richiesto con una petizione promossa dal M5S e dai Comitati dei cittadini, firmata da 5.000 abitanti, ma addirittura non sono arrivate neppure le ambulanze di trasporto avanzato con medico a bordo, che dovevano essere aumentate, presso i presidi, per far fronte agli insostenibili ritardi nel trasporto dei pazienti colpiti da infarto miocardico acuto, presso la sala di emodinamica più vicina».

Si sottolinea la riduzione degli interventi in chirurgia generale, ostetricia, ortopedia, «con un’insopportabile aumento delle liste di attesa per quelli non solo nella classe B, che comprende patologie non tumorali e che prevede l’esecuzione dell’intervento entro 60 giorni dalla prenotazione, ma addirittura nella classe A, che comprende i tumori e che prevede l’esecuzione dell’intervento entro 30 giorni dalla prenotazione». Altro nodo le liste di attesa per la diagnostica «che sono state gestite obbligando la popolazione a spostarsi, a proprie spese, da una parte all’altra dell’Area vasta o appaltando i servizi ai privati». —

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