Il Tirreno

Cinque progetti per la gestione della storica Villa Celestina

Alessandra Bernardeschi
Un'immagine di Villa Celestina
◗
Un'immagine di Villa Celestina

L'Agenzia del demanio ha aperto le buste del bando, escludendo tre degli otto soggetti partecipanti

2 MINUTI DI LETTURA





CASTIGLIONCELLO. Il 27 novembre scorso è scaduto il tempo necessario per presentare progetti di valorizzazione per Villa Celestina. Otto i soggetti che hanno partecipato al bando di gara promosso dall'Agenzia del Demanio proprietario dell'immobile situato in pineta Marradi a Castiglioncello. Di questi risultano esclusi "per vizio di forma" come hanno detto i responsabili della stessa Agenzia che stanno valutando le proposte, quelli presentati da Chiara Santini Parducci, Fashionable e BL Consulting Srl. Di fatto rimangono in gara cinque progetti di cui almeno due che fanno capo a soggetti imprenditoriali presenti nel territorio: il Cardellino Srl, Gv Investments Sas di Giulio e Valerio Spinnato. In gara anche Estia Srl, il progetto presentati da Giacomo Juan Tatò e quello presentato da Francisca Daniele.

Sempre dall'Agenzia del demanio rendono noto che "entro la metà di gennaio i progetti saranno analizzati; subito dopo verranno aperte le buste relative alle offerte economiche". Solo dopo questi passaggi verrà indicato il soggetto che gestire la struttura. Una gestione la cui durata dipenderà dal progetto stesso e dal piano economico presentato e che comunque e non sarà comunque superiore a 50 anni.C'è dunque attesa tra i residenti per capire a chi andrà la gestione dell'ex circolo Kursaal, e quale sarà il tipo di investimento che verrà effettuato sulla storica struttura, esempio di architettura razionalista italiana, che è costituito da quattro volumi parallelepipedi di varie altezze e copertura piana sviluppati lungo l'asse est-ovest e parallelo alla linea di costa. Come evidenziava il bando l'accento del progetto deve essere posto sul binomio turismo e cultura con l'intento di dare spazio a diverse forme di turismo sostenibile. La battaglia per villa Celestina è durata anni; per problemi legati alla sicurezza nel 1981 la villa venne chiusa al pubblico.

Nel 2002 viene approvato il progetto di restauro che trasformava la villa in «Centro di Biologia Marina» dell'Università di Pisa. Nel 2014 il centro chiude e viene proposto l'uso dell'immobile come caserma per la Guardia di Finanza, progetto al quale la stessa Guardia di finanza ha rinunciato nel 2017. Intanto il contratto tra Agenzia del Demanio e amministrazione comunale scade nel 2017. A giugno il sindaco Alessandro Franchi firma, assieme a Alessandro Pasqualetti responsabile del servizio territoriale dei Livorno dell'Agenzia del Demanio, un protocollo di intesa. Villa Celestina viene inserita così nel percorso "Torri ed edifici costieri". Il bando di gara viene pubblicato sulla pagina web dell'Agenzia del demanio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera