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Si sente male in auto, muore a 63 anni
Cecina. Alcuni passanti hanno dato l’allarme e tentato di rianimarlo, ma per l'uomo non c'è stato niente da fare
CECINA. Si è sentito male in auto mentre guidava, in via di Magona, vicino all’ingresso del Polo tecnologico. Alcuni passanti hanno visto sbandare leggermente la macchina prima di fermarsi e sono subito intervenuti per aiutarlo. Ma non c’è stato niente da fare, neppure i tentativi di rianimazione del medico del 118 hanno potuto salvare Mauro Modesti, 63 anni, vittima di un infarto fulminante. Ex operaio della Lucchini e storico custode del campo sportivo di Montescudaio, Mauro Modesti era molto conosciuto in paese, soprattutto per la sua passione sportiva e il suo attaccamento alla locale squadra di calcio, confluita dopo la fusione nei Colli Marittimi.
Erano circa le 12 di mercoledì 19 dicembre: Modesti era andato a Cecina per fare delle compere. Mentre tornava a casa è stato colto da malore. Alcuni passanti hanno lanciato l’allarme e sono intervenuti i volontari della Pubblica assistenza su un’ambulanza con il medico e i carabinieri di Cecina. Modesti era accasciato, con la testa poggiata sul volante. Non c’era più niente da fare. La salma è stata trasferita nella cappella del cimitero di Cecina; è tornato a Montescudaio, dove ieri pomeriggio è stato celebrato il funerale.
Modesti lascia la moglie Gabriella Filippi e i figli Simone e Silvia. Tanti i messaggi di cordoglio e le dimostrazioni d’affetto, da parte della sindaca Simona Fedeli, dell’ex sindaco Aurelio Pellegrini, di Piero Petragli, del circolo Anspi, che Modesti frequentava assiduamente. «Mancava soltanto quando giocava la sua amata Inter, perché non sopportava gli sfottò che i gobbi gli facevano in caso di perdita. Ma noi lo vogliamo ricordare così sorridente come quando fu premiato al torneo di biliardino insieme al suo coetaneo Andrea Baccini». Affettuoso anche il ricordo di Maurizio Magazzini, imprenditore e calciatore di Guardistallo. «Voglio ripetere quello che mi dicesti al funerale di Andrea. “La vita ci porta via sempre i meglio pezzi”. Caro Mauro, vogliamo ricordarti così, con il sorriso stampato in faccia. Voglio ringraziarti a nome di tutti, giocatori, allenatori, accompagnatori che sono passati da qui e che oggi mi hanno chiamato». —
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