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Fials: «Requiem, non festa calati personale e posti letto»
Rappresentanti del sindacato hanno manifestato con i cartelli sostenendo che l’ospedale cecinese «non ha prodotto il salto di qualità annunciato»
cecina. «Quella di oggi non è una festa. Si tratta di requiem». È lo slogan utilizzato dai rappresentanti Fials, federazione italiana autonomie locali e sanità, presenti ieri all’interno della struttura sanitaria di via Montanara con cartelloni di protesta. C’era anche Massimo Ferrucci, segretario provinciale della sigla sindacale, la quale ritiene che «le scelte compiute in Bassa Val di Cecina con la realizzazione di un ospedale unico - ha scritto Fials in una lettera indirizzata all’assessora Stefania Saccardi e al sindaco Samuele Lippi - non hanno prodotto il salto di qualità annunciato, ma hanno determinato una situazione caratterizzata da arretramenti sul versante dell’erogazione delle prestazioni». «Meno posti letto e meno personale. Più liste d’attesa e più privatizzazioni», è quanto scritto dai sindacalisti su un cartello, a indicare che cosa, secondo loro, significhi «il ventesimo anniversario dell’ospedale di Cecina».
Fials è insoddisfatto dell’ospedale della Bassa Val di Cecina, dunque. Ma è molto scettico anche sul progetto “Valli Etrusche”. Il sindacato è infatti contrario «alla cancellazione delle specificità della Val di Cornia e della Val di Cecina con la nuova denominazione “Valli Etrusche” e alla trasformazione dei presidi di Piombino e Cecina in un unico ospedale su due presidi perché tutto ciò riduce i servizi e impone lo spostamento degli utenti».Per tutti questi motivi, Fials ha realizzato una petizione con raccolta firme. Lo scopo è anche «cambiare la legge regionale e ridurre le dimensioni delle Asl». —
C.G
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