Il presidio
Stabilimenti balneari concessioni prorogate Sib: «È uno spiraglio»
cecina. Prorogate le concessioni in scadenza nel 2020. È il regalo più atteso che i balneari trovano sotto l’albero di Natale. In pratica, le gare per la gestione delle spiagge slittano ancora: le concessioni balneari resteranno escluse per i prossimi 15 anni dalle disposizioni della direttiva Bolkestein, la norma europea che prevede l’obbligo di messa al bando per gli spazi pubblici e i beni demaniali. Sull’intesa di governo che è stata raggiunta il 17 dicembre tra Lega e Movimento 5 Stelle interviene Gianfranco Giachetti, presidente Sib Confcommercio Livorno. «Si apre uno spiraglio per la categoria. Adesso la stesura e l'approvazione della norma».
Il presidente provinciale del Sindacato italiano balneari (Sib) si tratta di «un accordo importante soprattutto per le aziende distrutte dalle mareggiate e che devono accedere ai finanziamenti per ripartire. Adesso gli uffici predisposti dovranno scrivere la nuova legge. Apprezziamo sicuramente la disponibilità e la comprensione circa l’urgenza delle aziende alluvionate, è uno spiraglio per gli imprenditori balneari che lottano da anni per continuare a operare ed esistere. Adesso chiediamo a tutte le forze politiche che in questi anni hanno preso impegni con le categorie dei balneari di mostrare interesse e impegno per la stesura e l’approvazione del testo della norma».
Ma cosa ha permesso questa proroga? La proroga di 15 anni è accompagnata da un progetto di riordino del settore. Per i prossimi tre anni lavorerà una commissione aperta a tutti i soggetti coinvolti per riformare il mondo balneare, considerato di interesse nazionale, cominciando per esempio a creare una sorta di rating tra i vari stabilimenti. Ed è su questo aspetto di riforma che si punta a vincere le resistenze e convincere la Commissione europea ad accettare la proroga. Anche se per stessa ammissione del ministro per le Politiche agricole e il Turismo Gian Marco Centinaio: «La strada è stretta: al 99% andremo in infrazione comunitaria». —
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