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Erosione della costa, a gennaio il via ai lavori in mare
Il punto sulla situazione e lo stato di avanzamento del progetto di sistemazione della barriera a sud del porto con l’assessore Russo
La misura della sabbia che dal litorale è finita in mare la dà lo scalino in cemento con cui è stato messo in sicurezza il bagno Serendipity. Intervento quest’ultimo realizzato a marzo dello scorso anno, dopo che l’edificio venne reso inagibile dai danni di una mareggiata che aveva fatto crollare alcuni piloni della palafitta. Insomma, è un litorale esposto, in cui è necessario intervenire rivedendo il sistema di protezione. Quello attuale non funziona.
«L’iter delle autorizzazione è stato completato – dice l’assessore all’Ambiente Antonio Russo –. Si è chiuso con il silenzio assenso della Sovrintendenza. Adesso stiamo richiedendo le autorizzazioni necessarie per operare in mare, perché il primo intervento a partire sarà quello sulla barriera soffolta con l’immissione di nuovi massi».
L’intervento di protezione della costa sulle scogliere a sud di San Vincenzo è stato aggiudicato alla OSFE di Rossi Giuseppe Snc, ditta calabra di Ceramile (Cs) che l’ha spuntata nella gara che ha registrato la partecipazione di una sessantina di aziende. La soluzione messa a punto dallo studio Prima ingegneria prevede che sparisca il pennello perpendicolare alla costa tra gli stabilimenti Mediterraneo e Delfino. La barriera soffolta esistente verrà allargata e rimodellata. Risultato auspicato: eliminare gli effetti che hanno fatto guadagnare il nomignolo di Tinozza a quel tratto di litorale. In particolare, la rimessa in sagoma dell’attuale scogliera sommersa prevede il suo allargamento fino a raggiungere la larghezza di 30 metri alla sommità immersa alla profondità di –1 metro, con il tratto iniziale a nord per circa 30 metri a quota –1, 50 metri per favorire un ricircolo dell’acqua. La previsione è di 20 giorni di lavoro in mare. A seguire il ripascimento della spiaggia che prevede l’uso di sabbie di cava, circa 7. 000 metri cubi, di granulometria più grande di quella in loco, che dovrebbero garantire una maggiore resistenza all’azione erosiva.
«Prima di avviare i lavori faremo un incontro pubblico anche per fugare le preoccupazioni – dice Russo –. La data è slittata più volte perché attendiamo la conferma dagli esperti della Regione Toscana. Dovremmo farlo all’inizio di gennaio». Che aggiunge: «Questa mattina, (ieri per chi legge ndr) tecnici della Protezione civile nazionale e della Regione Toscana hanno fatto un sopralluogo anche sulle nostre spiagge per verificare i danni del maltempo di fine ottobre. Ci sono tratti in corrispondenza del Bucaniere, tra il Delfino e il Paradisino o di Riva degli etruschi in cui sarà necessario intervenire. Si pensa a interventi cofinanziati con la Regione Toscana nell’ambito degi interventi che fanno capo al commissario straordinario Enrico Rossi in cui rientra anche la Sterpaia». —
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