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Un portale condiviso per l’e-commerce e la promozione dei negozi cecinesi
L’idea piace a molti degli esercenti che lavorano in centro L’assessore Costantino: «Costi a carico del Comune»
Una piattaforma sul web in grado di essere sia una vetrina virtuale sia un negozio online. Un portale che, nelle intenzioni, vuole funzionare sia come strumento di promozione per i negozi di Cecina sia come contenitore di e-commerce. L’idea, che è stata presentata dall’assessore Antonio Giuseppe Costantino durante l’incontro tra Comune e commercianti che si è tenuto lo scorso 3 dicembre «per adesso è solo una proposta che dovrà essere sviluppata – dice il membro della giunta – ma crediamo che sia uno strumento utile per il commercio di Cecina». Ad alcuni degli esercenti del centro cittadino il piano piace, nonostante ci siano varie perplessità, soprattutto su costi e modalità organizzative. «Credo che sia complicato e costoso amministrare un portale del genere – dice Massimiliano Bertoli, oreficeria di piazza Guerrazzi – Però ritengo anche che il progetto possa essere visto come un’opportunità. Quindi, perché no?». Ma andiamo con ordine. L’idea dell’amministrazione prevede la creazione di una piattaforma online, le cui spese di realizzazione sono «a carico del Comune», dice Costantino. Un portale, questo, che, da una parte, può essere visto come una vetrina entro cui esporre virtualmente la propria merce e, dall’altra, può diventare una bottega online offrendo, a chi vuole, la possibilità di vendere prodotti attraverso il web. «I commercianti possono aderire o meno - dice Costantino - Intanto stiamo lavorando per organizzare alcuni incontri con gli stessi esercenti, al fine di capire quanto una possibilità del genere possa per loro risultare appetibile». Ma i negozianti cosa ne pensano? «Le novità sono sempre belle - dice Martina Di Donato - Vale abbigliamento - Potrebbe essere un’occasione di crescita e un modo per andare incontro a quanti preferiscono comprare solo online». Favorevole è anche Enrica Santini, Piccoli passi. «Stavo pensando poco tempo fa di creare una cosa del genere - dice - ma da sola, economicamente, non riesco. Se è una piattaforma realizzata e finanziata dal Comune credo che aderirò». L’ok, seppur con qualche dubbio, arriva anche da Sandro Startari, Gant. «Certo è che bisognerebbe parlarne tutti insieme - sottolinea - e l’idea mi sembra di difficile realizzazione. Ma se ci riescono ben venga». Un’opinione, questa, condivisa anche da Paolo Poggetti, Riflessi d’oro, per il quale «è necessario capire bene i costi dell’operazione e avere le idee chiare su come sarà realizzato il sito». Una volta valutate tutte le implicazioni «potrebbe essere una buona idea», dice Mirko Filippi, ferramenta di via Diaz. Ma, d’altra parte, c’è anche chi sembra più restio, come Giuseppe Saglimbeni, L’accento. «Anche perché- dice- noi abbiamo un’attività di nicchia (una sartoria ndr) la quale non si presta bene all’utilizzo degli strumenti online». «Resta il fatto - conclude Poggetti - che secondo me è sempre meglio incontrare le persone. Perché in questo lavoro è indispensabile creare un rapporto vero e genuino con i clienti».
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