Il Tirreno

ambiente e territorio 

Un contratto per il fiume a gennaio la prima firma

Manolo Morandini
Un contratto per il fiume a gennaio la prima firma

Dalle criticità alla tutela e valorizzazione del tratto dalla Steccaia alla foce L’intesa coinvolge tra gli altri i Comuni di Cecina, Montescudaio e Riparbella

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L’idea è di restituire il Cecina al territorio. Un passo alla volta e con la convinzione di aver imboccato il giusto percorso. Lo strumento è il contratto di fiume e interessa il tratto terminale del corso, dal ponte della Steccaia alla foce, attraversando i territorio di Montescudaio, Riparbella e Cecina. Entro gennaio verrà sottoscritto da tutti soggetti, una ventina, il protocollo d’intesa che di fatto segna l’avvio di questo nuovo modo di guardare e pensare al principale corso d’acqua del territorio. Il tutto finanziato dal progetto Interreg Italia-Francia marittimo “Proterina-3Évolution”.

In concreto? Verrà istituito un tavolo di lavoro con enti, istituzioni, associazioni e cittadini finalizzato alla definizione e successiva sottoscrizione di un contratto di fiume. L’obiettivo è entro luglio di chiudere l’accordo volontario per dettagliare e attuare la pianificazione su questo tratto del fiume. Spazia dalla prevenzione del rischio idraulico alla manutenzione della vegetazione, dalla tutela qualitativa della risorsa alla valorizzazione delle risorse socio-economiche, ricreativo-sportive, storiche, paesaggistiche e ambientali presenti in questo tratto di fiume.

A dimostrare che non sarà solo fumo dovranno essere le prime azioni concordate al tavolo dai vari enti. «Il primo passo è quello della conoscenza, a partire dagli studi specifici in possesso di vari enti, in modo da avere un quadro condiviso – dice l’assessore all’Ambiente di Cecina Antonio Giuseppe Costantino –. Poi passeremo alla condivisione in modo da definire gli obiettivi e le azioni per raggiungerli».

Nel documento d’intenti si individuano sei criticità specifiche. Il degrado delle aree limitrofe al corso d’acqua, che presentano caratteristiche ambientali di pregio. Il rischio alluvioni e qui è impossibile non far riferimento alla questione ancora aperta delle arginature e del ponte di via Volterra che dipendono dalla convenzione tra Comune e Porto Spa. Si punta il dito sugli ingenti prelievi di acqua sia dal fiume che dalla falda, con i possibili conflitti tra uso potabile e industriale. Vengono indicate le problematiche della qualità delle acque, per gli scarichi impropri o abusivi. E il tema della fruibilità del fiume e delle aree limitrofe. Tornano alla memoria il progetto di parco fluviale nel tratto di competenza di Cecina, ma anche le richieste dei pescasportivi di poter avere accessi alle sponde per pescare. E c’è anche la questione degli accumuli di vegetazione e sedimenti per i quali è necessaria una specifica manutenzione.

A coordinare l’incontro che si è tenuto il 6 dicembre a Cecina l’ingegner Massimo Lucchesi, segretario dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale. Presenti tra gli altri oltre all’assessore Costantino, il sindaco di Riparbella Salvatore Neri, il vicesindaco di Montescudaio Fabrizio Landi, il presidente del Consorzio di bonifica 5 Toscana Costa Giancarlo Vallesi. Al progetto è coordinato dai professionisti di Comunità Interattive-Officina partecipano altri enti e numerosi portatori di interesse locali. —

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