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Parole, cucina e musica l’opera prima di Sara per curare suo figlio

Divina Vitale
Parole, cucina e musica l’opera prima di Sara per curare suo figlio

Il ricavato del libro servirà a far fronte alle spese mediche «È la mia prima opera, mi ci sono buttata a capofitto»

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Un libro da leggere e ascoltare. Interattivo. S’intitola “Rock & Sant. Cacciatori di musica di esperienza culinarie”, l’opera di Sara Sepulcri, 37 anni, di Donoratico, per la casa editrice Aletheia. Il ricavato del progetto editoriale servirà a far fronte alle spese per le cure del figlio malato. Louis Ottavio, due anni e mezzo, si cura con terapie molto costose perché affetto da ipoacusia grave profonda bilaterale.

«L’idea del libro – dice l’autrice – nasce da un bisogno fisico di liberare emozioni, viaggiare con l’immaginazione, rivivere ricordi, tratti di vita giornaliera impastati e stesi con testi di canzoni o brani strumentali». È il quotidiano a ispirare Sara Sepulcri. «Rientrando a casa, la sera dopo il lavoro estivo – racconta –, facevo addormentare mio figlio Louis e mi rifugiavo nel mio mondo di suoni, viaggi fatti che ho ripercorso attraverso occhi diversi di donna più grande e consapevole. Per la maggior parte è autobiografico – prosegue – ho raccontato la storia di Rock& Sant, i due protagonisti, che s’incontrano in varie parti del mondo. In una dimensione priva di spazio temporale, percorrono un viaggio attraverso Europa e Stati Uniti incontrando musicisti e assaggiando la cucina locale». Si parla anche di Toscana. «Della nostra zona cito l’Hotel I Ginepri (il padre di Sara è direttore dell’hotel da 40 anni, ndr), e il parco giochi Cavallino Matto».

È un libro che va letto e ascoltato. «Smartphone e cuffie alla mano per ascoltare le tracce che vi porteranno nel vivo della storia dei due protagonisti», consiglia l’autrice. Appunti sparsi e una raccolta di emozioni, il tutto scandito da una scrittura di getto. «È nato tutto per caso – spiega Sepulcri –. Si tratta della mia prima opera, mi ci sono buttata a capofitto e in due settimane ho terminato la stesura. Poi l’incontro con la casa editrice Aletheia, un editore no profit che non mi ha chiesto nessun contributo». Che prosegue: «A capo della casa editrice c’è Federico Faccioli, filosofo, scrittore e skater di professione, che con il suo team Aletheia aiuta scrittori emergenti e di talento a venire a galla e a non affondare nel mondo dell’editoria di massa, che non mi sarei potuta permettere visto gli alti costi richiesti». —

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di Redazione web