Il Tirreno

sanità 

Programmazione socio sanitaria ecco il documento atteso da 16 anni

M.M.

Approvato all’unanimità  dalla conferenza dei sindaci mentre per il Piano attuativo  locale si attende il Piano  sanitario regionale

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cecina. Mancava da 16 anni. Non si tratta del Piano attuativo locale (Pal), ma del documento di programmazione 2018-2019. Quel che conta è che per la prima volta dopo tre lustri gli obiettivi e le linee di programmazione a livello ospedaliero e sociosanitario sono nero su bianco. Si è svolta il 30 novembre nella sede direzionale a Pisa la seduta della Conferenza dei sindaci dell’Azienda Usl Toscana Nord ovest che ha approvato all’unanimità il documento. Per il Pal manca la cornice. L’approvazione, infatti, potrà arrivare solo dopo il Piano sanitario regionale.

«Si tratta di un risultato che è il frutto di un intenso lavoro che ha visto il coinvolgimento e la partecipazione attiva di tutte le amministrazioni comunali, delle zone distretto e delle Società della salute del territorio, insieme all’Azienda sanitaria – Samuele Lippi, che della conferenza dei sindaci è il presidente –. Ogni zona ha definito le prospettive dei singoli presidi che attraverso il confronto ha trovato una sintesi condivisa per tutti i territori. Adesso abbiamo definito in maniera scritta e verificabile quella che sarà l’evoluzione del nostro sistema socio sanitario».

Nel documento c’è la messa in rete totale degli ospedali di Cecina e Piombino, con il limite dato dai servizi di base, come medicina e chirurgia che resteranno autonome. Ci sarà un unico responsabile dei due presidi e si afferma il principio per cui a spostarsi tra Cecina e Piombino non siano i cittadini ma i professionisti, sia per fronteggiare un aumento della domanda che una carenza nell’offerta dei servizi per esempio per l’assenza di un medico.

Ad entrare nel merito è l’assessore alla Sanità di Cecina Danilo Zuccherelli. «È un buon successo perché sono stati scritti piani e obiettivi dei vari ospedali e per i servizi, dalla diagnosi d’immagine alla gestione dei malati cronici nel territorio – dice –. Ma anche per la medicina di prevenzione, la psichiatria e la non autosufficienza e disabilità. È soprattutto un punto di riferimento per i sindaci per monitorare l’attività dell’Azienda sanitaria». Tra gli esempi le liste d’attesa, i tempi d’intervento del pronto soccorso, per la chirurgia e quelli delle reti tempo dipendenti, (ictus, infarto e politraumi). «Potremo verificare se i risultati sono quelli che erano stati previsti – sottolinea Zuccherelli –. Ogni due anni il documento sarà aggiornato». —

M.M.

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