Il Tirreno

Ha picchiato la moglie, divieto di avvicinamento per il marito violento

di Claudia Guarino
Ha picchiato la moglie, divieto di avvicinamento per il marito violento

Per l’uomo c’è anche l’allontanamento dalla casa coniugale non è invece stato disposto l’uso del bracciale elettronico

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CECINA. Nessun contatto. Né telefonico né, tanto meno, fisico. Non potrà avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla moglie e non potrà più vivere nella casa che, fino a ora, condivideva con lei. Perché l’ha picchiata ripetutamente e le ha stretto le mani intorno al collo. In realtà l’aveva già maltrattata in passato. Ma questa volta lei ha denunciato quel marito violento che ha cercato di strangolarla. Dopo la denuncia, per la donna (che chiameremo Nadia, nome di fantasia) è stato attivato al pronto soccorso dell’ospedale di Cecina il Codice rosa, un percorso di protezione previsto per chi subisce maltrattamenti. È stata quindi inserita in una struttura protetta.

Per il marito violento, invece, sono stati disposti dal gip l’allontanamento dalla casa coniugale e il divieto di avvicinamento ai luoghi che frequenta Nadia.L’uomo non potrà nemmeno cercare di contattare telefonicamente la moglie. Non è stato disposto, invece, l’utilizzo del braccialetto elettronico, misura eppure possibile e prevista per alcune fattispecie legate ai maltrattamenti domestici.

La storia di Nadia è venuta alla luce qualche giorno fa, ma in realtà ha radici più profonde. All’inizio sopportava la violenza del marito. «Sono caduta dalle scale», raccontava al personale sanitario dell’ospedale, al quale si rivolgeva per farsi curare le ferite. Ma non era vero. In realtà era l’uomo con cui condivideva la vita a picchiarla. Non l’ha mai denunciato. Fino ad ora. Fino a quando ha trovato la forza di dire basta. A quel punto al personale dell’ospedale di Cecina ha raccontato la verità. Le ferite che aveva sul corpo non dipendevano dalle cadute. Era stato il marito a procurargliele.

Ha denunciato e agli agenti della polizia di Stato del commissariato di Cecina ha raccontato di essere stata picchiata - questa volta - più volte sulla testa e sul corpo, fino a che il marito le ha stretto le mani intorno al collo. Si è difesa, Nadia.

Ha reagito colpendo l’uomo con una scarpa e, dopo, ha deciso di sporgere denuncia.È stata quindi inserita in una struttura protetta. Una possibilità, questa, prevista dal Codice rosa, il percorso di protezione previsto in caso di maltrattamenti e riservato alle vittime di violenza.L’uomo, d’altra parte, è stato denunciato in stato di libertà perché l’arresto non è previsto se non c’è la flagranza di reato. I maltrattamenti, infatti, non prevedono le manette se non in particolari casi e situazioni.

L’applicazione delle misure cautelari si è concretizzata, per l’uomo, nell’allontanamento dalla casa coniugale e nel divieto di avvicinamento alla moglie e ai luoghi che abitualmente frequenta. Non ci dovrà insomma essere alcun contatto, nemmeno telefonico.Non sembra, però, che sia stata stabilita una distanza minima di sicurezza. E, d’altra parte, non è stato previsto l’utilizzo del braccialetto elettronico, che avrebbe garantito alla vittima un maggior senso di protezione. —


 

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