«Cambiamo nome all’area degli scavi di San Gaetano»
L’idea è del presidente della Pro Loco Roberto Creatini che propone di usare l’appellativo di Vada Volaterrana: «Ne abbiamo parlato con l’amministrazione»
Cambiare il nome dell’area archeologica di Vada da “San Gaetano” a “Vada Volaterrana”. La proposta viene da Roberto Creatini, presidente della Pro Loco di Vada, il quale ritiene che l’idea sia in grado di contribuire alla valorizzazione della frazione.
«Gli scavi archeologici di San Gaetano – spiega Roberto Creatini – stanno assumendo un’importanza sempre maggiore per il territorio comunale. A dimostrarlo c’è l’interesse che suscitano nei cittadini le varie iniziative storiche e culturali organizzate all’interno dell’area. Queste manifestazioni sono in grado di illustrare le campagne di scavo e la storia della nostra località e richiamano molti visitatori, turisti e non, curiosi di conoscere ciò che fa parte delle nostre origini. San Gaetano è il nome del podere dove sono in corso gli scavi, ma riteniamo più corretto chiamare quest’area con il nome della località storica: Vada Volaterrana». Ovvero l’approdo di Volterra in epoca etrusco-romana.
Per meglio identificare il luogo e le origini a cui si riferiscono gli scavi, dunque, Creatini propone di modificarne la denominazione e di installare, in aggiunta, «cartelli informativi marroni contenenti la scritta Vada Volaterrana e il simbolo di zona archeologica.
Ne basterebbero pochi: uno potrebbe essere posizionato prima di Vada, uno sulla via del porto e altri attorno alla strada che porta al cimitero».
Per quanto riguarda l’idea di cambiare il nome dell’area archeologica, Creatini dice che «anche nelle pubblicazioni realizzate dall’Università di Pisa la zona è indicata come Vada Volaterrana. Vada è nata come porto di Volterra e ne costituisce dunque un elemento storico importante.
Così facendo niente sarebbe tolto a San Gaetano, che è semplicemente il nome di un podere, ma senz’altro si aggiungerebbe interesse per la nostra frazione e per le sue origini».
Le ricerche archeologiche sull’area stanno andando avanti da circa 30 anni. Vada è stata il porto dell’etrusca Volterra. La sua posizione e le sue secche lo hanno reso un attracco privilegiato, funzionale soprattutto allo sbarco delle merci, tanto che Vada è rimasta al centro dei traffici commerciali almeno fino al periodo del Medioevo.
Gli scavi archeologici continuano a portare alla luce, nel tempo, molti reperti e varie strutture, attirando studenti e ricercatori da tutto il mondo.
Nonostante il valore storico e l’elevato numero di visitatori che è in grado di attirare, non è semplice visitare il sito, facente parte di una zona industriale, se non durante particolari eventi.
«In tutto il mondo – conclude il presidente della Pro Loco di Vada Roberto Creatini – i siti archeologici vengono ampiamente pubblicizzati, anche attraverso il posizionamento di cartelli stradali dedicati. Ecco il perché della nostra idea.
Abbiamo già avanzato la proposta all’amministrazione comunale, nella speranza che venga accolta». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
