Il Tirreno

Il teatro Solvay colmo di ragazzi per la rivisitazione della Traviata

Michele Falorni
Il teatro Solvay colmo per "La Traviata"
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Il teatro Solvay colmo per "La Traviata"

Platea soddisfatta per la rappresentazione, prosegue il progetto "InOpera"

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ROSIGNANO. Per raccontare "La Traviata", opera scritta dal sommo Giuseppe Verdi, il regista Alessio Pizzech ha ricomposto i tre atti in chiave moderna, incuriosendo i numerosi adolescenti seduti in sala e il pubblico colto, che volentieri ha seguito la rappresentazione con applausi lunghi minuti. Sabato sera, 24 novembre, il teatro Solvay di Rosignano era quasi pieno, perché questo melodramma è conosciuto in tutto il mondo e, nel tempo, ha sempre catturato l'attenzione di chi si avvicina al palcoscenico da neofita o da raffinato criticatore.

Seguirne la storia e ascoltarne le musiche, complice la perfetta esecuzione, è stato un piacere. Ai ragazzini delle scuole sarà sembrata una lezione fuori orario, mentre gli adulti che conoscono la trama hanno colto l'occasione per vedere e analizzare da un punto di vista originale la storia d'amore di Violetta e Alfredo, scritta nel 1853 e trasposta nel terzo millennio dentro a uno spazio espositivo, alle cui pareti bianche sono appese le foto della protagonista, meravigliosa e slanciata nell'abito bianco e pronta a posare davanti all'obiettivo del fotografo per ritratti studiati. La professionalità dell'Orchestra 1813 e dei tredici cantanti presenti sulla scena ha permesso agli appassionati e anche agli studenti di apprezzare situazioni e passaggi.

"La Traviata", secondo spettacolo in programma quest'anno, è un'altra stazione sul percorso che il Comune di Rosignano ha scelto per celebrare i 90 anni del teatro e, allo stesso tempo, riallacciare attraverso il progetto "InOpera" e la sinergia con la Fondazione Armunia il rapporto sociale e culturale con la comunità che lo rappresenta. Un'idea trasversale, per suscitare l'interesse di tutti, affezionando alle rappresentazioni i palati fini e, perché no?, i ragazzi. Offrendo loro l'opportunità di scoprire un mondo affascinante, non mediato dallo schermo e vissuto a pochi metri dal palco.

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