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La strada di Monte Coronato arriva sulla scivania di Rossi

Il Circolo Costa etrusca di Legambiente sollecita al presidente della Regione a tenere alta la guardia sulla gestione dei boschi

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Scrive al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi per sollecitare controlli sui cantieri forestali che sono in corso sulle colline di Castagneto Carducci. Il presidente del circolo Costa etrusca di Legambiente Angelo Ferrara invita a tenere alta la guardia sulla gestione dei boschi. E lo fa a partire dalla situazione di vuoto che si è creata con il passaggio delle competenze dalle Province alla Regione. La lettera è indirizzata anche a Marcello Giuntini, presidente dell’Unione di Comuni delle Colline Metallifere, e a Sandra Scarpellini, sindaca di Castagneto Carducci. Il presupposto è la vicenda di Monte Coronato su cui l’associazione ambientalista è stata la prima ad accendere i riflettori.

«Il 26 ottobre il responsabile dell’ufficio Governo del territorio del Comune di Castagneto Carducci ha emesso l’ordinanza numero 96 di demolizione e ripristino di una porzione della Collina di Monte Coronato, dove è stata realizzata una strada larga mediamente 3 metri per circa 1.300 metri di lunghezza – scrive Ferrara –. Un sentiero, presente nella cartografia Regionale, di circa un metro di larghezza è stato trasformato in una strada, con ampi piazzali di scambio». E aggiunge: «Questa vicenda nasce nel giugno dello scorso anno quando iniziammo a segnalare, prima al Comune e poi all’Unione dei Comuni delle Colline Metallifere, l’opera in corso di realizzazione. A distanza di oltre un anno, dopo segnalazioni ed esposti anche ai Carabinieri forestali, è stato accertato che vi è stato abuso e violazione del Regolamento forestale regionale».

Legambiente per mano del presidente del Circolo segnala l’esistenza di «numerosi ed estesi cantieri forestali nelle colline di Castagneto» ed esprime «preoccupazione sul rispetto dei regolamenti forestali», sollecitando «una forma di controllo sul campo di questi cantieri, per verificarne la correttezza e il rispetto delle prescrizioni date». E ciò perché quando venne chiesto al Comune di intervenire «ci fu risposto che non aveva più alcuna competenza, da qui ci siamo rivolti all’Unione dei Comuni in quanto delegato dalla Regione alla gestione del patrimonio forestale delle provincie di Livorno e Grosseto. Ma l’ufficio ci manifestò la sua grande difficoltà ad espletare i controlli sul campo: pochissimi impiegati per due provincie, compresa l’isola d’Elba. A quel punto non ci è rimasto altro che chiedere l’intervento dei Carabinieri forestali, che a seguito di sopralluoghi hanno evidenziato le irregolarità dei lavori svolti». —

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