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sanità 

Comuni uniti contro il taglio dei medici sulle ambulanze

ANNA CECCHINI
Comuni uniti contro il taglio dei medici sulle ambulanze

Le amministrazioni bocciano l’ipotesi riorganizzativa dell’Asl  Donati: «Troppi rischi», protestano Castellina e Santa Luce

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ROSIGNANO

Il vicesindaco e assessore al sociale di Rosignano, Daniele Donati, parla di «profonda irritazione», e i primi cittadini di Santa Luce e Castellina confermano questa sensazione. «Inaccettabile», tuona la sindaca di Santa Luce Giamila Carli, «una scelta che penalizza la zona», le fa eco Alessandro Nenci di Castellina.

Le amministrazioni locali non hanno preso bene la notizia che l’azienda sanitaria Usl nord-ovest ha in progetto una rimodulazione del servizio di emergenza territoriale che lascerebbe scoperti i territori di Rosignano e dei due paesi collinari, che globalmente contano 35mila abitanti (quasi il doppio in estate). Il Comune di Rosignano, sul cui territorio è al momento attiva, con sede alla Pubblica assistenza, l’ambulanza con medico del 118 che serve anche i paesi collinari, manifesta un totale disappunto. «La sostituzione del servizio medico a bordo di ambulanze con un'auto medica e un solo dottore tra Cecina e Rosignano ci suscita profonda irritazione per due ragioni - afferma Donati – primo perché l'azienda sanitaria non ha presentato alcun progetto in merito sottoponendolo al confronto con le amministrazioni comunali, dato che i sindaci sono responsabili della salute dei cittadini. Secondo nel dibattito sulla sala di emodinamica e sulla rete dell'infarto era stata sottolineata da Asl l'importanza della rete di soccorso territoriale. Se ora anche questa viene impoverita la salute dei cittadini corre rischi sempre più alti. Non accettiamo riduzioni della quantità del personale e della qualità dei servizi. Restiamo in attesa che Asl avvii un confronto serio su questo tema».

Dal canto loro gli amministratori di Castellina e Santa Luce hanno già preparato un documento sulla falsa riga di quello adottato a Collesalvetti, che prevede l’avvio di una petizione, da adottare nelle giunte comunali. «Anzi - spiega il sindaco Nenci di Castellina - noi abbiamo già approvato il documento in giunta, e intendiamo sottoporlo anche alla Società della salute. Questa riorganizzazione dell’emergenza territoriale penalizza i servizi ai cittadini, a livello quantitativo e qualitativo». Non è da meno Giamila Carli, sindaca di Santa Luce, che spiega come «per noi amministratori delle colline una scelta del genere è inaccettabile, è necessario garantire la sicurezza dei cittadini». —

ANNA CECCHINI

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