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Nella pietra dei monumenti il respiro del passato Statue scrigni di memoria
Ieri le celebrazioni per la festa delle forze armate e dell’unità nazionale Il Tirreno è andato alla scoperta delle statue e delle lapidi commemorative
cecina
Cecina, San Vincenzo, Donoratico. Ma anche Castagneto Carducci, Bolgheri, Bibbona e Rosignano. Ieri si sono svolte su tutto il territorio le celebrazioni per il 4 novembre, festa delle forze armate e giornata dell’unità nazionale. Ovunque sono state adagiate corone d’alloro ai piedi dei monumenti ai caduti in combattimento.
Ma quest’anno la ricorrenza si è arricchita di ulteriore valore. Sono infatti trascorsi cento anni dalla fine della Grande Guerra.
Scontro di trincea, quarta guerra d’indipendenza, conflitto mondiale. Comunque la si voglia chiamare, la Grande Guerra è un passaggio storico fondamentale, i cui eventi, trasformati dal tempo in tracce che permeano nel profondo i nostri territori, sono bagagli da tenere stretti e da tramandare.
E i monumenti sono vessilli della memoria. Statue o lapidi che conservano, scolpita sulla pietra, una parte di quello che eravamo.
Il Tirreno ha viaggiato all’interno del territorio, da San Vincenzo a Castiglioncello, per osservare le condizioni e lo stato di conservazione dei monumenti innalzati in onore di chi ha pagato con il sangue il prezzo della guerra. San Vincenzo ha dedicato una statua “ai suoi figli gloriosi” e l’ha sistemata al centro del paese, di fronte al palazzo comunale. Un soldato, in vetta al monumento, conservato piuttosto bene e senza particolari segni di degrado, osserva l’orizzonte. Ai piedi della statua c’è una corona d’alloro, sistemata ieri nel corso delle celebrazioni.
E una corona è adagiata anche ai piedi dell’opera in onore dei caduti di Castagneto Carducci. “Vita” e “gloria” sono le parole incise sulla vetta del monumento posto all’interno di un “luogo della memoria”, come è possibile leggere all’ingresso del parco della Rimembranza.
Anche in questo caso il simbolo della memoria è in buono stato di conservazione e di manutenzione.
Lo stesso vale per i monumenti di Bibbona, in piazza della Vittoria, e di Cecina, di fronte alla stazione. Anche la lapide di Donoratico, situata in zona stazione e dedicata, però, alle vittime della seconda guerra mondiale, è in buone condizioni, così come quella sistemata in piazza Alberto, a Bolgheri, dove i nomi incisi sulle lastre sono, tuttavia, poco leggibili.
Anche Castiglioncello ha i suoi simboli. Quante delle migliaia di persone che passeggiano sul viale principale della pineta Marradi, si saranno accorte che, proprio accanto alla caserma dei carabinieri, esiste un piccolo pezzo di terra rettangolare. Lì, tra gli altri, sono sepolti alcuni di quanti sono morti durante la prima guerra mondiale.
E in quanti, tra i residenti, sanno che, proprio quel piccolo monumento, è stato ripulito nel 2015 da alcuni richiedenti asilo ospitati nel centro d’accoglienza all’hotel Saint Vincent, attraverso un programma portato avanti da Arci, assemblea di frazione e Comune, grazie a un protocollo di intesa con la Prefettura. «Oltre al monumento di Castiglioncello – spiega il vicesindaco Daniele Donati – per ricordare i caduti abbiamo anche la cappella della memoria, all’interno del cimitero di Rosignano Marittimo, il monumento dello scultore Rolando Filidei in piazza Risorgimento, a Rosignano Solvay, e quello di Rosignano Marittimo». —
CLAUDIA GUARINO
ALESSANDRA BERNARDESCHI
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