Il Tirreno

persone 

Filippi nuovo leader Coldiretti «Dobbiamo batterci per l’Igp»

Filippi nuovo leader Coldiretti «Dobbiamo batterci per l’Igp»

L’imprenditore di Santa Luce ai vertici regionali dell’associazione agricola «Quello che si fa per l’olio si deve fare per tutti i prodotti della terra» 

3 MINUTI DI LETTURA





SANTA LUCE. Fabrizio Filippi, da poco eletto presidente regionale della Coldiretti, ha chiuso nella sua azienda di Santa Luce la raccolta e la spremitura delle olive. Un vero coltivatore diretto sempre a contatto con le attività agricole della sua zona, come si definisce, e con una particolare attenzione al prodotto olio d’oliva. «Non ci si può accontentare della denominazione extravergine – afferma in termini perentori il neo presidente – ma si deve aspirare a ottenere la indicazione geografica protetta, l’Igp, l’unica che garantisce veramente il consumatore».

Filippi, 54 anni, già presidente del Consorzio per la tutela dell’olio toscano Igp, il più importante consorzio di produttori italiano e presidente di Coldiretti Pisa dal 2004, da sempre lotta per conquistare al consumo l’originalità e la qualità del prodotto. Sostiene che ciò che si fa per l’olio si deve estendere a tutti i prodotti della terra. «Una linea che oggi è di gran lunga prevalente nella Coldiretti e che si propone di raggiungere il complesso tutto del mondo agrario». Sul frumento, sui grani, sul riso, sui cereali, l’impegno ad assicurare la tracciabilità dei prodotti della terra si sposa alla valorizzazione delle specificità locali. Il presidente è convinto che le conquiste finora ottenute debbono estendersi. «Anche in Toscana si deve operare perché, tanto per fare un esempio, il riso che proviene dall’Est, dalle zone dell’Asia indonesiana, non raggiunga il mercato. Per due ragioni: una di carattere ecologico (spesso si tratta di prodotti su terreni dove la chimica non è certo assente); l’altra di carattere sociale (lo sfruttamento della mano d’opera in termini insopportabili)».

Fabrizio Filippi è molto apprezzato nell’area dove è cresciuto, in una famiglia ben radicata a Pastina. Il padre Pierluigi è stato per lungo tempo vicepresidente nazionale della Coldiretti. È stato lui ad ammodernare con i primi rilevanti macchinari agricoli l’azienda che gli derivava dai genitori, Giovanni ed Angiolina, i quali nel dopoguerra mentre tanti fuggivano dalla terra per un posto in città restarono in controtendenza acquistando così terreni da mettere a coltura. Assicurarono così ai figli una base consistente per il loro avvenire. Pierluigi dall’associazione dove aveva ottenuto incarichi e stima conquistò un ruolo anche nella vita politica regionale e nazionale militando nella Democrazia cristiana. Scomparso da poco, viene sempre rammentato con affetto dal figlio Fabrizio che ripercorre il tracciato del padre sia sul versante della conduzione dell’azienda, sia nell’impegno sociale con la Coldiretti. E non gradisce se qualcuno vuole collocare l’associazione sul versante politico. «È la nostra – dice il presidente – una associazione autonoma che raccoglie ed interpreta sensibilità sociali le più ampie. Volerla confinare in termini di forza collaterale ad una istanza politica sarebbe oggi un errore grave di cui si pagherebbe in breve un pesante scotto. Proprio l’efficacia delle nostre proposte si basa sul contributo autonomo dei nostri associati quali che siano le loro personali e libere scelte sul versante politico». —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web