Il Tirreno

il caso 

Quartieri senza medico i cittadini si mobilitano parte la raccolta firme

Francesca Orazzini

Tre ambulatori chiusi per pensionamenti o trasferimenti La petizione nei rioni Crocetta, Villaggio e Serragrande 

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rosignano

Periodo poco fortunato per i rioni di Crocetta, Villaggio e Serragrande, aree densamente popolate di Rosignano che però in pochi mesi hanno visto chiudere i tre ambulatori medici della zona per vari motivi: alcuni per pensionamento, altri per trasferimento. Il bacino di utenti dell’area si è trovato quindi ad affrontare un cambiamento del medico di base rivolgendosi al distretto sanitario del paese.

Situazione critica, soprattutto per i più anziani e per le persone che non hanno possibilità di spostarsi con mezzi propri. Si dà il caso infatti che ad oggi nessun medico di base sia stato reinserito nella zona rimasta priva, ma che la Asl abbia provveduto a mettere a disposizione un medico di base sostituto presso il distretto di Rosignano che svolge un ruolo assistenziale provvisorio.

Dalle zone interessate, pare infatti che gli ambulatori più vicini siano all’ex ospedale o in località le Morelline. La criticità della situazione ha suscitato non poche polemiche e disagi. Per questo motivo è partita da pochi giorni una raccolta firme che ha per destinatari la Regione Toscana, l’Azienda sanitaria Toscana nord ovest, il sindaco di Rosignano Alessandro Franchi e i membri del consiglio comunale.

«Tutti sappiamo quanto sia importante la funzione del medico di famiglia, soprattutto se la popolazione è anziana, la quale attualmente è prevalente rispetto a quella giovanile. La vicinanza fisica dell’ambulatorio medico è una sicurezza per il paziente che riesce ad instaurare con il medico un rapporto di fiducia che difficilmente si crea con un medico sostituto», si legge nel corpo della petizione, la quale prosegue sottolineando che «la distanza che intercorre tra i quartieri e il medico più vicino è di circa 5 chilometri andata e ritorno. Questo è un disservizio per il cittadino».

Le misure attuate non bastano: la cittadinanza infatti chiede di «potenziare l’assistenza della medicina di base con medici di famiglia titolari, con i quali sia possibile un rapporto di tipo continuativo, non solo per motivi di assistenza sanitaria sperimentata da sempre, ma anche per decongestionare il pronto soccorso verso cui si ricorre, non poche volte, per motivi inutili».

L’idea della petizione nasce dopo l’invio di una lettera di chiarimenti sulla situazione con esito non soddisfacente per Salvatore De Luna, ideatore dell’iniziativa. La lettera è stata inviata al coordinatore sanitario della zona distretto bassa Val di Cecina dell’Asl Toscana nord ovest Franco Berti e la risposta sembra che non risolva la situazione di vuoto che si è venuto a creare nei rioni di Crocetta, Villaggio e Serragrande. Pochi giorni e l’iniziativa della petizione sta già riscuotendo un esito positivo. Ad oggi è stato raccolto un numero notevole di firme e il totale è destinato a crescere. Chi volesse sottoscrivere può recarsi in via Quarnaro 27, dove si trova un cartello con i riferimenti e può prendere contatti con De Luna, portavoce del disagio di una buona parte della popolazione, la quale si sente impotente davanti alle istituzioni e alla burocrazia. —

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