Guardie ambientali volontarie oltre 50 interventi in due mesi
Le 19 gav hanno operato per trovare rifiuti abbandonati e prevenire gli incendi boschivi grazie a una convenzione tra il Comune e la Regione
cecina
Duecentonovanta ore di lavoro per un totale di 55 servizi effettuati. È questo il bilancio dell’attività delle 19 guardie ambientali volontarie dal 22 luglio, giorno in cui sono entrate in servizio, a oggi.
E la loro attività non cesserà con la stagione estiva perché, grazie anche a un finanziamento della Regione Toscana stanziato per la tutela dell’ambiente - fanno sapere dal Comune - le gav proseguiranno nel loro operato anche durante i mesi invernali.
Le guardie ambientali volontarie, coordinate da Andrea Benassi, svolgono, tramite una convenzione tra Comune e Regione, attività di prevenzione incendi, segnalando ai Vigili del fuoco eventuali situazioni di pericolo.
Si occupano anche di segnalare casi di campeggio abusivo nelle pinete e, in generale, nelle aree pubbliche, oltre che vigilare sul fenomeno dell’abbandono dei rifiuti e dedicarsi al controllo sul rispetto delle regole legate alla conduzioni dei cani all’interno delle aree pubbliche. Le guardie ambientali volontarie hanno la possibilità di emettere sanzioni amministrative e sono riconoscibili dalla divisa di colore verde.
«È andata molto bene - dice Benassi - È stata un’attività positiva, per lo svolgimento della quale la popolazione si è spesso complimentata. L’ambiente, inoltre, ne ha tratto giovamento. Da parte nostra c’è molta soddisfazione e ci auguriamo di continuare così».
Durante le ricognizioni di questi due mesi, le gav hanno individuato tre incendi e hanno segnalato diversi casi di abbandono di rifiuti, alcune volte contribuendo al reperimento dei responsabili.
Una volta hanno anche trovato un drone incastrato in un pino a Le Gorette,che poi hanno scoperto appartenere a un turista tedesco. «Per adesso sono solo due mesi di attività - conclude Benassi - Ma credo che il bilancio sia positivo. E il servizio continuerà anche questo inverno». —
C.G.
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