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Palazzo Marchionneschi si trasforma in luogo d’arte

SILVIA QUAGLIERINI
Palazzo Marchionneschi si trasforma in luogo d’arte

I proprietari stanno curando il recupero della struttura  che è destinata a diventare  luogo ricettivo, ma anche posto in cui coltivare la cultura

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È cominciata la nuova vita di Palazzo Marchionneschi. La storica struttura situata lungo la centralissima via della Madonna, a Montescudaio, sta diventando un luogo dove coltivare le arti e scambiare interessi culturali.

Con il progetto messo in campo dagli attuali proprietari, Kate e Ulrich Caspar, una coppia di produttori cinematografici tedeschi che ne stanno curando il recupero, il palazzo è destinato infatti a diventare struttura ricettiva di pregio nei piani superiori, ma anche un’importante crocevia di artisti e culture in grado di raccontarsi al territorio.

Appartenuto all’avvocato Giulio Marchionneschi, il palazzo venne costruito nel 1923 accanto ad un edificio settecentesco, la stalla dei cancellieri. Oggi ad impreziosire i locali disabitati, riportandolo così a nuova vita, ci ha pensato l’artista Stefano Tonelli, nativo di Montescudaio, che nelle stanze al piano terra ha avuto il suo studio per 12 anni, fino al 1988. Partendo da sé, dalle sue emozioni, l’artista ha concepito le opere, di cui resterà traccia in una pubblicazione, pensando a tutte le persone che negli anni hanno frequentato il palazzo.

«I volti che ho disegnato sulle pareti mi sono stati suggeriti dagli intonaci e dagli elementi casuali, che mi hanno consentito di rendere visibile quello che già vedevo con l’immaginazione – ha spiegato l’artista – Ho cercato di raccontare delle storie lavorando sul tempo, senza un progetto definito, ma con la vibrazione dei sensi ottenuta grazie al silenzio che regna in queste stanze». Gli affreschi e le installazioni sono stati fruibili domenica e lunedì, in occasione di un’apertura straordinaria del palazzo.

«Auspichiamo che il palazzo continui ad essere la cornice di eventi simili – hanno commentato i proprietari – e che venga percepito in futuro come luogo di cultura, di relazioni e scambi, vitalizzando il territorio anche nel periodo invernale». —

SILVIA QUAGLIERINI

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