Il Tirreno

regole 

Negozi chiusi di domenica «Commercianti locali divisi»

Le associazioni di categoria intervengono sulla proposta di stabilire delle norme che disciplinino le aperture dei punti vendita

2 MINUTI DI LETTURA





cecina

Per qualcuno passeggiare all’interno dei centri commerciali la domenica è quasi un rito. Per altri, invece, negozi e botteghe sono un lavoro.

Fa discutere tutti, però, la recente proposta del Governo di regolamentare gli orari di apertura dei negozi, non permettendo agli esercenti di lasciare le serrande alzate alle proprie botteghe durante tutte le domeniche dell’anno. C’è chi, come Confcommercio, ritiene che la questione divida gli esercenti cecinesi e chi, come Confesercenti, crede che un ordine all’interno del mondo delle liberalizzazioni, la cui istituzione passi per un confronto portato avanti a livello locale, sia necessario.

Le associazioni di categoria, insomma, intervengono su una questione che, gioco forza, riguarda anche il nostro territorio.

«Le liberalizzazioni delle aperture delle attività commerciali, introdotte dal governo Monti a partire dal 2012, avrebbero dovuto dare una spinta ai consumi, grazie all’aumento delle opportunità di acquisto per i consumatori – dice Massimo Marini, responsabile sindacale di Confesercenti. In pratica, però, le liberalizzazioni non hanno portato i risultati auspicati né in termini di fatturati né per incremento del numero di occupati nel settore.

È necessario, adesso, arrivare ad una revisione dell’attuale regime con una norma condivisa e sostenibile. Non siamo a favore del ‘chiusi sempre’, crediamo che sia fondamentale restare aperti quando e dove necessario. L’obiettivo finale è passare dalla deregulation totale ad un minimo di regolamentazione».

Ciò che auspica Confesercenti è che il punto di arrivo del percorso al momento solo indicato dal Governo, sia un regime di aperture deciso in base alle necessità dei vari territori, con decisioni condivise dalle amministrazioni comunali insieme alle associazioni di categoria che rappresentano le imprese.

In altre parole, l’obiettivo è arrivare ad una direttiva che sia sì chiara a livello nazionale, ma che permetta una vera autonomia programmatica e decisionale a livello locale.

Un lavoro di concerto, questo, che mette d’accordo anche Catia Giannoni, presidente Confcommercio Cecina.

«Tempo fa abbiamo realizzato un questionario per i commercianti nel quale si chiedeva se preferissero stare aperti o meno la domenica. Il risultato fu una spaccatura a metà.

Voglio dire che la questione è delicata e richiede un’indagine dettagliata. Chiudere permette di stare con la famiglia, ma cerchiamo di non farlo diventare un danno economico».

Il dibattito sulla questione, insomma, sembra tutt’altro che sopito. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»