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Villa Celestina e il suo futuro Non sarà un albergo di lusso

Alessandra Bernardeschi
Villa Celestina e il suo futuro Non sarà un albergo di lusso

Presentato a Castiglioncello il bando messo a punto dall’Agenzia del Demanio Dal 7 al 9 settembre l’edificio sarà visitabile, allestita anche un mostra di foto

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Open day per villa Celestina a Castiglioncello e villa Mirabella a Gabbro. Ad annunciarlo il sindaco Alessandro Franchi durante l’assemblea pubblica che si è tenuta ieri pomeriggio all’interno di Villa Celestina. Un’assemblea durante la quale è stato spiegato il bando di gara che dovrà portare alla valorizzazione della struttura inserita nella pineta Marradi.

«Da venerdì 7 fino a domenica 9 settembre – ha detto Franchi – tutti i cittadini che lo vorranno potranno visitare sia villa Celestina che villa Mirabella a Gabbro. Inoltre, all’interno di villa Celestina, in collaborazione con l’Università popolare e la Fabbrica delle immagini, sarà allestita una mostra fotografica con immagini del passato e di oggi».

All’assemblea di ieri pomeriggio erano presenti anche Alessandro Pasqualetti responsabile del servizio territoriale di Livorno dell’Agenzia del Demanio, Chiara Di Sepio dell’Agenzia del Demanio direzione regionale e l’architetto Antonia Pizzi che ha illustrato ai presenti la nascita e la storia di Villa Celestina fino ai giorni nostri. Una storia che è stata pubblicata dalla casa editrice Il Gabbiano e che per questo è stata motivo di ricordo di Dino Dini, giornalista ed editore, amante di Castiglioncello, recentemente scomparso.

Tanti i cittadini che hanno partecipato all’assemblea a dimostrare come villa Celestina sia una delle strutture simbolo di Castiglioncello. «Avevamo, attraverso il federalismo fiscale – ha detto Franchi– chiesto di acquisire la villa. L’Agenzia del Demanio ha concesso solo il trasferimento del Minigolf, del Cinema». Da qui il protocollo d’intesa con la stessa Agenzia del Demanio che ha inserito la struttura, vincolata dalle Belle arti, nel percorso Fari, torri, ed edifici costieri.

Un progetto i cui principi, come ha più volte spiegato Chiara Di Sepio, seguono quelli della compatibilità, reversibilità ed eco-sostenibilità, nel rispetto della tutela dei caratteri storico-artistici, morfologici, tipologici, strutturali, nonché di salvaguardia del paesaggio e dell’ambiente in cui il bene è inserito. «Si tratta – ha spiegato Di Sepio – di rigenerare immobili di pregio attraverso un parterniariato publico-privato che ha come obiettivo restituire alla comunità l’immobile».

Il bando, che è possibile esaminare su internet dal sito dell’Agenzia del Demanio, è nazionale ma aperto anche a investitori europei. In risposta alle tante domande del pubblico Di Sepio ha precisato: «Tutte le attività che possono essere previste sono inserite nel memorandum allegato al bando. Avranno più punteggio quelle legate al sociale, alla scoperta del territorio, a un turismo sostenibile». In sostanza villa Celstina non potrà essere trasformata in un albergo o un ristorante di lusso. Infine dovrà essere aperta e fruibile al pubblico per un periodo dell’anno. —

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