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I guai della stagione balneare Federconsumatori fa il punto

Samuele Bartolini
I guai della stagione balneare Federconsumatori fa il punto

Mancate risposte sulle cause degli sversamenti che hanno portato ai divieti Il presidente Farnesi sugli effetti del porto: «Erosione, sporcizia e maggiori costi»

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«In questo ultimi giorni stanno accadendo fatti che rischiano di compromettere l’intera stagione. Ci vuole un colpo d’ala e ci vuole più trasparenza. L’amministrazione comunale si attivi». Il presidente regionale di Federconsumatori Fulvio Farnesi va dritto al punto. Farnesi è originario di San Vincenzo, sta passando gli ultimi giorni di ferie nella località di mare e scrive una lettera aperta al sindaco Alessandro Bandini. Chiede un suo pronto intervento perché la gestione di acque, spiagge e porto turistico – a suo avviso – rischia di sfuggirgli di mano.

Prima di tutto la questione delle limitazioni alla balneazione. Farnesi scrive: «È possibile capire le vere cause: sversamento, cattivo funzionamento degli impianti di depurazione, responsabilità di Asa gestore del servizio idrico integrato, del Consorzio di bonifica? Il Comune si vuole tutelare? Vuol far sentire la sua voce ai cittadini che amministra e a coloro che ritengono di passare le vacanze in un bel luogo?». E poi passa all’attacco. «Ci sono delle denunce da fare? Il Comune le faccia rendendole pubbliche. Si scusi per l’accaduto pur confermando il rigore nella definizione degli spazi di balneazione. L’inquinamento è perseguibile penalmente, lo si faccia capire. Si indaghi se e perché nel 2018 ci possano essere mischiate acque chiare con acque scure». E ancora. «È troppo chiedere un comunicato dell’amministrazione che spieghi alla cittadinanza cosa è accaduto e quali iniziative intende prendere, ed è ancora troppo chiedere di togliere dalla vista quelle pozze di acqua che dopo i temporali ristagnano alla foce dei fossi, che danno una percezione di sporcizia e disinteresse».

Il presidente di Federconsumatori non si ferma qui. Altro problema: la spiaggia subito a sud del porto turistico. «È innegabile che l’estate 2018 abbia accentuato la crisi degli arenili compresi tra il porto e il fosso delle Prigioni. Ed è altrettanto innegabile lo sforzo fatto dall’amministrazione comunale per rendere accessibili questi spazi alle migliaia di famiglie che ogni anno scelgono di passare l’estate a San Vincenzo». Ma secondo Farnesi il porto ha prodotto una dicotomia «con l’altro tipo di turismo fatto da famiglie. Gli effetti sono evidenti: erosione, sporcizia, soluzioni inefficaci (vedi la tinozza), maggiori costi (un primo alle vongole 14 euro) e via dicendo. Il tema allora – continua la lettera del presidente di Federconsumatori – è il seguente: come tenere insieme e far convivere queste due forme di turismo? Il diportismo anche di lusso, che spesso fregandosene un po’ solleva lo sporco del porto per depositarlo nel tratto di arenile a ridosso, può, deve farsi carico di questa fragilità ed essere sanzionato nei comportamenti scorretti. Ed il turismo popolare che ogni anno vede le file degli ombrelloni restringersi (senza diminuire di numero), e che avrebbe diritto a spiagge belle e non a terra di riporto, come è accaduto in passato con i ripascimenti della terra del porto, ha dalle sue delle tutele che garantiscano qualità e benessere. È un equilibrio difficile – conclude Farnesi – che non si risolve dicendo che 300 metri di spiaggia malconcia son ben poca cosa rispetto ai 12 chilometri di spiaggia disponibile». —

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