Adesso c’è il divieto di balneazione Controlli al Renaione
Le analisi Arpat confermano lo sforamento dei parametri Il sindaco: «Asa sta facendo verifiche lungo il fosso»
Il consiglio di non tuffarsi si trasforma in divieto. A fissarlo è l’ordinanza numero 23 del 21 agosto a firma del sindaco di San Vincenzo Alessandro Bandini. Il tratto di mare in corrispondenza della foce del fosso Renaione non è balneabile. A certificarlo è il risultato ancora parziale delle analisi sul campione di acqua prelevato il 20 agosto. Il superamento dei parametri, in particolare di enterococchi intestinali, è già evidente a 24 ore dall’inizio delle analisi. Per validare i valori servono 48 ore ma in questi casi l’Agenzia per la protezione dell’ambiente comunica comunque la necessità di adottare provvedimenti a tutela della salute dei bagnanti. Insomma, questo tratto di mare non conosce pace.
Il cartello è spuntato il 20 agosto alla foce del Renaione. In scia alle precipitazioni del giorno precedente il sindaco Bandini ha firmato l’ordinanza: “Comunicazione di possibile non idoneità alla balneazione nel tratto di mare antistante la foce del fosso Renaione”. Quello che non è stato fatto in seguito alla segnalazione Arpat di divieto preventivo di balneazione, arrivata nel tardo pomeriggio di Ferragosto, è scattato senza alcuna segnalazione da parte degli enti di controllo. All’origine c’è però una lettera degli attivisti Alessio Landi e Michele Cascone del Movimento 5 Stelle del 19 agosto in cui segnalano un “probabile sversamento di batteri fecali da Fosso Renaione su punto di prelievo San Vincenzo Centro Sud”, si legge nell’intestazione. La missiva, oltre che in Comune, è arrivata sui tavoli dell’Arpat e della Guardia costiera.
In attesa delle contro analisi restano i dubbi su quanto accade in questo tratto di litorale. Bagnanti ma anche gli operatori turistici che hanno un bel da fare a spiegare quanto sta accadendo. Il grande imputato non è tanto il fosso ma ciò che ci finisce dentro. «Ho formalmente sollecitato il gestore Asa a controllare la presenza di eventuali scarichi abusivi richiamando la responsabilità della società per i possibili danni ambientali e di immagine – afferma il sindaco Bandini –. Al di là di questo, le verifiche sono già in corso, quando si verificano piogge abbondanti l’Arpa dovrebbe far passare la regola generale che è sconsigliato a rescindere dalla qualità dell’acqua fare il bagno in mare in prossimità delle foci». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
