Balneazione, c’è un divieto a 24 ore dalle analisi Arpat
Interessato il tratto di mare in corrispondenza del punto di prelievo Centro sud Lo sforamento nella qualità dell’acqua segnalato al Comune in via preventiva
Segnalano schiume bianche e acqua maleodorante. È il pomeriggio del 14 agosto quando alcuni bagnanti si rivolgono alla polizia municipale di San Vincenzo e all’Arpat per comunicare quanto sta accadendo alla foce del fosso del Renaione. E che qualcosa non abbia funzionato a dovere in occasione della pioggia lo certificano i primi risultati delle analisi in corso nei laboratori dell’Agenzia regionale per l’ambiente della Toscana sui campioni d’acqua prelevati nel tratto di mare a sud della foce. A 24 ore dall’avvio delle analisi viene comunicato l’esito sfavorevole: l’acqua nel tratto di mare “Centro sud”, per un gioco di correnti, non è idonea alla balneazione. La comunicazione da Arpat arriva a tarda sera, quando la giornata di Ferragosto in spiaggia volge al termine.
Le analisi di laboratorio hanno una durata, stabilita dalla legge, di 48 ore e solo trascorso questo tempo l’esito può essere validato. Tuttavia, quando il superamento dei parametri, in particolare escherichia coli ed enterococchi intestinali, è già evidente a 24 ore dall’inizio delle analisi, viene comunque comunicato al sindaco del Comune competente per l’adozione dei provvedimenti a tutela della salute dei bagnanti.
In attesa delle analisi di verifica delle condizioni di balneabilità da parte di Arpat pertanto deve scattare il divieto di balneazione preventivo. E il rischio è che il divieto rimanga tale anche per il fine settimana, visto i tempi necessari per la validazione delle analisi.
Il gestore del servizio idrico integrato Asa Spa il 14 agosto a specifica richiesta non segnala anomalie di funzionamento degli impianti in cui confluiscono gli scarichi di San Vincenzo. «Il sistema di telecontrollo non ha registrato anomalie – dicono dal quartier generale di Livorno –. Insomma, gli impianti hanno funzionato regolarmente anche nei momenti di maggior carico». Insomma, Asa alza le mani e dichiara che on ha avuto fenomeni di malfunzionamento o sovraccarico tali da aver generato una tale concentrazione di escherichia coli ed enterococchi intestinali nei campioni d’acqua da far suonare il campanello di allarme nel giro di 24 ore e cioè ancor prima che l’esito sia validato.
Nessuna traccia di provvedimenti da parte del sindaco di San Vincenzo Massimo Bandini sia sull’albo online del Comune di San Vincenzo che sul resto dei canali gestiti dall’ente.
Il precedente all’altezza della foce del Renaione risale alla metà di giugno. Anche in quel caso i problemi emersero in seguito alle piogge che il 13 e 14 giugno avevano sovraccaricato gran parte del sistema di fognatura. Tra cui anche la fognatura di scarico delle acque meteoriche di via Elba.
Una rete fognaria progettata, dimensionata e costruita, affinché nella fognatura nera non vi confluiscano mai acque di pioggia. Cosa che ad oggi ancora non avviene in alcune zone del paese. E sarebbe stata questa la causa di quanto accaduto: la presenza di interferenze tra la fognatura nera, che teoricamente non dovrebbe essere impegnata dalle acque di pioggia, e la rete di fognatura per la raccolta e canalizzazione delle acque meteoriche (fognatura bianca). —
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