Il presidio
Grandi sculture di sabbia per far sorridere i bambini
Ogni mattina tre amici realizzano una statua diversa sulla spiagge a sud di Vada I bagnanti aspettano che le opere siano completate per poterle ammirare
VADA
Almeno tre ore di lavoro sotto il sole tutte le mattine, armati di palette, secchielli e pennellini. Tutto per costruire splendide statue di sabbia lungo la battigia. Lo scopo? Regalare ogni giorno una sorpresa diversa ai bagnanti che frequentano le spiagge a sud di Vada, nella zona della Mazzanta. Loro sono tre amici che proprio sull’arenile a lato del primo punto azzurro si sono conosciuti alcuni anni fa. Fanno lavori diversi e vengono da diverse zone d’Italia, ma le loro vacanze estive sono qui, a maneggiare con sapienza la rena umida della battigia per creare piccole opere d’arte, che fanno spalancare di incredulità gli occhi dei bambini. Questo è il divertimento di Sergio Ferrari, Simone Ciolli e Mario Malacarne. Un divertimento che coinvolge grandi e piccini.
Turisti e residenti, quando la mattina arrivano sulla spiaggia, fanno le corse per scoprire il personaggio che i tre hanno scelto quel giorno. Le nonne riescono a malapena a sistemare maschere e pinne agli ombrelloni, che i nipoti le trascinano verso la zona dei pirati. Già, perché Sergio, Mario e Simone hanno piantato nella sabbia una bandiera nera con il teschio dei pirati e ogni giorno, a due passi dalla battigia, si ritrovano lì. Ognuno con la propria famiglia, sistemano ombrelloni e sdraio e, dopo aver fatto colazione, cominciano la loro attività. Che va avanti fino all’ora di pranzo.
«Ci siamo conosciuti qui sul mare - spiega Sergio - alcuni anni fa. Abbiamo fatto amicizia e, a dire il vero, all’inizio eravamo di più. Ma insomma, lo zoccolo duro siamo noi tre». L’idea di costruire statue di sabbia è stata casuale. «Anni fa - dicono i tre amici - un giorno ci venne l’idea di fare un castello di sabbia, che non riuscì proprio bene. Da allora ci siamo esercitati sempre, costruendo di tutto».
Aeroplani, automobili, galeoni, cavalli, elefanti, ma anche personaggi di cartoni animati e film. Ogni giorno un’opera diversa, che li vede inginocchiarsi sulla sabbia, con cappellini e bandane per ripararsi dal solleone, e lavorare a lungo.
La statua realizzata ieri mattina, ad esempio, era un leone, con tanto di criniera e baffi. Il giorno prima la sabbia della Mazzanta è servita per formare un pirata, con l’immancabile gamba di legno. «Pochi giorni fa - racconta Sergio - abbiamo costruito un Cupido, come omaggio ad amici che si sposavano».
Insomma, ogni giorno per i tre amici è una festa. Si parte con l’idea del soggetto da realizzare, poi si passa ad accumulare la sabbia per formare un piccolo monte da modellare. E poi prende il via il lavoro vero e proprio: dare proporzioni e e fattezze verosimili a quel mare di granelli che ogni giorno scorre tra le loro dita.
Nel frattempo, a partire da metà mattina, intorno ai tre si riuniscono capannelli di curiosi: per i bagnanti abituali l’appuntamento con la scultura di sabbia è ormai una piacevole certezza, mentre per i turisti appena arrivati una inaspettata scoperta. Certo è che i tre amici sono sempre circondati da gruppi di bagnanti che scattano fotografie. Per non parlare dei bambini che chiedono spesso di poter dare una mano e, quando la statua è terminata la ammirano increduli. —
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