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Raccolta firme per la legge contro l’obbligo
Comitato Salute pubblica oggi alle 18,30 il banchetto in piazza Guerrazzi per informare e raccogliere le adesioni all’iniziativa
cecina
Vaccini: è partita la raccolta di firme per la legge che punta a sospendere l’obbligo, ma i tempi per firmare sono stretti. A rilanciare l’iniziativa sul territorio è il Comitato Salute pubblica. Che ricorda: «Tra i 1.600 comuni attivati dai cittadini promotori e quelli attivati direttamente dal comitato promotore, si potrà firmare per la proposta di legge di iniziativa popolare “Sospensione dell’obbligo vaccinale per l’età evolutiva” in ogni Comune d’Italia».
Da qualche giorno e fino a domani presso il Comune di Cecina è possibile firmare per la proposta di legge d’iniziativa popolare che chiede la sospensione dell’obbligo vaccinale nell’età evolutiva. L’iniziativa è promossa dal Comitato Libertà di scelta ed è sostenuta a livello nazionale da decine di realtà fra associazioni, comitati e gruppi spontanei di genitori, impegnati nel raccogliere 50.000 firme, tante ne servono per poter depositare la proposta di legge in parlamento affinché sia discussa.
In particolare, il Comitato per la Salute Pubblica di Cecina si è attivando per promuovere dei banchetti di raccolta firme in piazza Guerrazzi, dove sarà presente anche oggi dalle ore 18,30 e chiama tutti i genitori interessati a partecipare. «La proposta di legge è formata da 4 articoli e prevede la sospensione dell’obbligo vaccinale riproponendo, aggiornata, la legge regionale veneta numero 7 del 23 marzo 2007», affermano dal Comitato.
Nella nota introduttiva alla proposta di legge di iniziativa popolare si legge: «In Veneto esiste un sistema di farmacovigilanza, Canale Verde, che produce la maggior parte delle segnalazioni di sospetta reazione avversa ai vaccini di tutto il territorio nazionale. Se pur con qualche criticità, funziona e produce annualmente la maggior parte dei dati che Aifa raccoglie, mentre in altre regioni italiane la farmacovigilanza è assolutamente carente se non inesistente».
Altro punto importante è la permanenza delle vaccinazioni previste dal Piano Nazionale Vaccini come livello essenziale di assistenza. «Dire no ad ogni forma di obbligo vaccinale non significa dire no alle vaccinazioni – conclude il Comitato Salute pubblica –, significa essere per la libertà di scelta, significa credere nel principio di precauzione e significa poter apertamente criticare l’attuale pratica vaccinale e la miopia ad essa collegata, senza dover necessariamente distruggere il concetto vaccini». —
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