Il Tirreno

il caso 

Il porto contro i costi Siae «Per una sera oltre 2mila euro»

La direzione del Cala de’ Medici polemizza sulle spese  che considera eccessive «Ok i diritti d’autore ma chi tutela quelli dei locali?»

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ROSIGNANO

«Siae impone vincoli assurdi per musica al porto, in questa situazione si rende impossibile alle attività fare eventi musicali e si crea un grosso danno al turismo sul territorio», la direzione del Cala de’ Medici non va tanto per il sottile.

E sottolinea quello che considera uno «spiacevole episodio in cui la Società italiana degli autori ed editori (Siae) “mette i bastoni fra le ruote” alle attività che sul territorio organizzano eventi musicali per cercare di creare momenti di aggregazione e di intrattenimento per i propri clienti». «Abbiamo stretto una partnership col bar in porto Fuxy - spiega la direzione - offrendoci di sponsorizzare erate di dj set che potessero contribuire ad incrementare l’affluenza al locale e aumentare l’afflusso di persone nel borgo commerciale in generale. La Siae, però, ci ha imposto un costo di oltre 2.000 euro qualora avessimo collocato il djset nella piazza del borgo, nonostante il porto sia in area privata, motivo per cui abbiamo optato per appoggiarci al Fuxy Bar, che ha richiesto per noi i permessi, consentendoci il costo a circa 6.300 euro (da aggiungere al costo del dj, dell’impianto) per un totale di 10 serate. A patto, però, che l’impianto venisse collocato nello spazio di pertinenza del Fuxy Bar, e non al centro della piazzetta del borgo. Bene, sabato la Siae è venuta a fare un controllo e ci ha fatto sapere che per applicarci la tariffa suddetta, la musica si sarebbe dovuta svolgere all’interno del Fuxy (a loro non importa dello spazio di pertinenza del locale all’aperto, ben delimitato), ovvero al chiuso. Altrimenti la tariffa a serata sarebbe aumentata, passando da 51,60 euro + iva a 97,70 euro iva».

Un fatto che al Cala de’ Medici non è piaciuto. «Ma come è possibile che chi organizza un dj set in un locale d’estate - si legge ancora nella nota della direzione - che fra l’altro ha una zona ben delimitata all’esterno di sua pertinenza, non possa fare della musica per accompagnare gli aperitivi dei propri clienti, a meno di un aumento considerevole (praticamente il doppio) della cifra messa a budget? A noi sembra veramente un assurdo, in un periodo fra l’altro in cui sappiamo tutti benissimo che le attività sul territorio dovrebbero essere in qualche modo agevolate, non vessate».

«Ci sembra più che giusto che i diritti degli autori ed editori vengano tutelati, ma chi tutela i diritti di un bar, stabilimento balneare, ristorante o simile che per fare della musica in una piazzetta dovrebbe sborsare oltre 2.000 euro solo di Siae?», questo l’interrogativo che si pone la direzione portuale. «Senza considerare - termina la nota - che il prossimo sarà già il quarto viaggio che ci tocca fare alla Siae di Cecina, poiché vogliono che ci si presenti di persona. Chi ha un’attività da mandare avanti magari preferirebbe non assentarsi dal proprio locale per ben 4 volte per un permesso». —

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