Il Tirreno

tribunale 

Caso archiviato: la morte di Cesare è senza colpevoli

S.C.
Caso archiviato: la morte di Cesare è senza colpevoli

Morì in un incidente a Castiglioncello, la famiglia ha condotto una battaglia legale ma non è stato provato che l’auto coinvolta viaggiasse in controsenso  

3 MINUTI DI LETTURA





CASTIGLIONCELLO. Caso archiviato. Dopo una battaglia processuale durata cinque anni, dopo che i genitori e il fratello di Cesare Meini, di Ponsacco, morto a soli 14 anni in un incidente stradale a Castiglioncello, si sono battuti con i loro legali per cercare di dimostrare che Cesare era stato investito dalla conducente dell’auto contro cui si era scontrato l’adolescente, alla guida del suo motorino, quella che esce fuori dal tribunale è una verità con molte incongruenze. Ma non è stato provato che l’auto viaggiava in controsenso, come sostenuto dalla parte offesa.

Dopo che le prime indagini della Procura di Livorno erano state chiuse frettolosamente, tra periti, consulenti, crash test e altre ricostruzioni, in cinque anni non si è riusciti ad arrivare ad una ricostruzione che potesse in qualche modo avvicinarsi alla dinamica dell’incidente, avvenuto appunto il 4 agosto di cinque anni fa. E così, dopo una prima richiesta di archiviazione nei confronti dell’indagata, che aveva portato ad una successiva imputazione coatta della donna che era alla guida dell’auto e che si era scontrata con lo scooter della vittima, si era arrivati al dibattimento. Ma, colpo di scena, il giudice aveva ordinato una nuova consulenza per ricostruire la dinamica. Non era convinto delle ricostruzioni presentate: tutto da rifare. Pochi mesi fa la Procura della Repubblica aveva chiesto di nuovo (cioè per la seconda volta) l’archiviazione, quando invece dopo la prima riapertura del caso sembrava che si potessero accertare le eventuali responsabilità nell’incidente.

Al processo si era arrivati con una imputazione coatta e una perizia che offrì una ricostruzione della dinamica dell’incidente opposta a quella avanzata dalla polizia municipale di Rosignano Marittimo in un primo momento.

La nuova perizia di cui disponeva la famiglia ipotizzava che l’auto, una Citroen, contro cui domenica 4 agosto 2013 si scontrò il motorino di Cesare viaggiasse in senso vietato. E quando la Procura ha chiesto la seconda archiviazione sulla base della consulenza di Orlando Omicini, specializzato nell’analisi e ricostruzione e simulazione degli incidenti stradali, per i genitori di Cesare era stato un duro colpo. La consulenza di parte, fornita da Michele Massaro, sosteneva che l’auto non viaggiasse a velocità prudenziale e che la conducente non avesse avuto il tempo di evitare lo scontro con lo scooter. I punti non chiari non mancano, ma non sono tali da fornire una prova certa della dinamica.

All’inizio di giugno, davanti al Gip del Tribunale di Livorno, il caso giudiziario si è chiuso con l’archiviazione. Ma come è facile immaginare non ci sono vincitori né vinti.

C’è la vita di un ragazzo di soli 14 anni che è stata spezzata tragicamente da un incidente stradale. C’è la sofferenza di una famiglia, dei genitori che devono combattere ogni giorno con una realtà che un genitore non dovrebbe mai conoscere. La decisione del Gip ha lasciato senza parole, aumentando il dolore della famiglia Meini.

La conducente dell’auto si è sempre difesa, negando ogni responsabilità. Un muro contro muro che non li ha mai fatti incontrare sebbene ognuno possa restare nelle proprie posizioni. —

S.C.. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera