Il presidio
Studenti sotto il sole intenti a modellare blocchi di alabastro
Partito al campo sportivo il primo Simposio di scultura Partecipano i ragazzi dell’Accademia di Belle arti di Carrara
CASTELLINA. Due settimane sotto il sole cocente, coperti di polvere. Ma con la mente colma di creatività, e il desiderio di trasformare quei blocchi di alabastro da tre quintali l’uno in opere d’arte.
Uno degli appuntamenti centrali del ricco cartellone estivo promosso dall’amministrazione è in corso in questi giorni a Castellina: il “1° Simposio scultura in alabastro”. Sei studenti e due professori dell’Accademia di Belle arti di Carrara sono impegnati al campo sportivo, dove con tecnica ed estro personali sgrossano e tagliano i blocchi di circa tre quintali l’uno.
Diego Bocelli, Raffaele De Maria, Camilla Cusumano, Maddalena Carfora, Valeria Greco e Gabriele Ruzzante seguono ogni giorno gli insegnamenti dei loro maestri, Franco Mauro Franchi e Fabio Graziani. L’attività degli studenti, che in questi giorni possono essere seguiti al campo sportivo, proseguirà fino a domenica 29, due settimane in tutto. La prossima settimana, quindi dal 23 al 29 luglio, i giovani scultori proseguiranno la loro attività artistica nell’area dell’Ecomuseo dell’alabastro, sempre a Castellina.
Poi domenica 29, gli studenti consegneranno al sindaco Manolo Panicucci e alla giunta due opere finite – una destinata alla sala consiliare e l’altra alla biblioteca – più altre quattro per la sede dell’Ecomuseo. Gli allievi dell’Accademia di belle arti frequentano il biennio e il triennio specialistico in scultura.
L’alabastro, di colore bianco, proviene chiaramente dalle colline castellinesi, aree note per essere ricche di questo tipo di roccia.
I sei blocchi estratti e portati al campo da calcio sono tagliati con maestria dagli studenti, che con gli scalpelli e i dischi diamantati li incidono per creare particolari e forme fino al termine di questa settimana, poi una volta abbozzate le forme desiderate, i blocchi saranno spostati sulla terrazza dell’Ecomuseo, dove i ragazzi avranno un’altra settimana per completare le opere. —
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