Il Tirreno

LO SCONTRO Politico 

Meris Pacchini presidente del consiglio comunale

M.M.

La consigliera Pd passa coi soli voti della maggioranza Le opposizioni hanno espresso la candidatura di Gentili  «per l’esperienza»

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cecina. Restano divisi sul nome del presidente del consiglio comunale. Maggioranza da un lato, minoranze dall’altro, anche nel post-Imbroglia, che sembrava superato dall’ultima conferenza dei capigruppo. Invece una candidatura condivisa non si è trovata.

Ieri mattina ci sono volute due votazioni per arrivare alla nomina del sostituto di Luigi Valori, dimissionario. La maggioranza ha candidato Meris Pacchini, le opposizioni Massimo Gentili (gruppo Ispirazione Dem). Alla prima votazione i due candidati si sono astenuti. Non si è raggiunto la maggioranza dei due terzi, quindi niente di fatto. Si è arrivati alla seconda votazione, e Pacchini è passata con i voti della maggioranza, sindaco compreso. «La maggioranza vacilla», attacca Lorenzo Gasperini (Cecina insieme) che ha parlato «di conteggio dubbio a norma di statuto».

Soddisfazione nella maggioranza. Pacchini ha ringraziato tutto il consiglio e «i cittadini di Cecina che mi hanno votato 4 anni fa», esprimendo la sua emozione. «Il mio impegno oggi assume un significato diverso - ha detto -. Questo incarico di responsabilità mi onora e mi gratifica e lo assumo con spirito di servizio e onestà intellettuale. Il mio essere donna ed espressione di una parte politica non sarà certo di ostacolo alla mia imparzialità».

Gentili ha ringraziato le opposizioni «per la stima», ha ricordato di aver sempre sostenuto la maggioranza, votando per la candidatura di Nicola Imbroglia (ritirata il mese scorso dopo una prima bocciatura in consiglio, ndr), ha espresso la sua stima personale a Pacchini ma si è detto amareggiato poiché la sua candidatura premiava l’esperienza. «Non essere del Pd è stata la discriminante - ha detto Gentili -. Tre anni e mezzo fa, quando uscii dal gruppo, parlai della morte della dialettica nel Pd, che ha provocato la situazione che viviamo attualmente nel partito. Io che ero contro questa idea di partito del capo ero definito “poltronaio”. È il contrario, oggi la conferma: io non mi sono autovotato, perché per me sarebbe stato un atto non rispettoso della mia idea di correttezza istituzionale», ha detto riferendosi implicitamente all’autovotazione di Pacchini. L’opposizione lo ha applaudito e Pamela Tovani (Cecina civica) ha parlato di “atto di eleganza”. Per Paolo Barabino (Forza Italia) si conferma l’atteggiamento di chiusura della giunta. Sebbene «le opposizioni abbiano consentito l’elezione, votando la surroga di Beatrice Bensi (subentrata ieri, dopo le dimissioni di Valori, ndr) e individuato in Gentili un candidato d’esperienza nell’ambito della maggioranza su cui si poteva far convergere il voto».—

M.M..

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