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Cantieri ancora fermi e il nodo del bilancio Sales accusa: «Dopo 4 anni nulla di nuovo»

Andrea Rocchi
Cantieri ancora fermi e il nodo del bilancio Sales accusa: «Dopo 4 anni nulla di nuovo»

Zambernardi: «Ci vorrebbe un piano credibile ma sono scettico. Una proposta? Si garantisca la continuità aziendale»

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Quello di domenica, in casa Porto Spa, sarà un passaggio cruciale. Si discute il bilancio chiuso il 31/12/2017. I soci, in sostanza, analizzeranno i conti. Poi si procederà al voto. Si misura, così, lo stato di salute della società impegnata in un’operazione, quella del completamento del porto di Cecina, su cui gravano oggi difficoltà, incertezze e ostacoli in presenza di una Spa che a fonte di asset immobiliari in bilancio ha una scarsa liquidità ed una pesante esposizione debitoria. Un passaggio cruciale, dicevamo, perché l’assemblea dovrà decidere o meno se continuare sulla strada intrapresa, approvando il bilancio, o cambiare. Fino ad oggi il cda della Porto ed il suo presidente Giuliano Matteoli hanno incassato la fiducia dei soci, ma da tempo il fronte un tempo compatto si è incrinato (vedi l’ultimo intervento a fine primavera scorsa di 38 azionisti che hanno chiesto un bilancio ordinario, dettagliato, l’accesso all’elenco soci, chiarimenti sulla gestione degli ormeggi).

Secondo quanto ci risulta la proposta di bilancio che il presidente illustrerà domenica in assemblea si chiuderebbe con un utile di poco più di 800.000 euro, un patrimonio netto di circa 4 milioni ed un’esposizione verso le banche che si aggirerebbe 5 milioni. Con una serie di partite aperte con fornitori, terzi e Agenzia delle Entrate. Nel documento di bilancio si farebbe tuttavia riferimento ad una moratoria dei debiti bancari fino alla fine dell’anno che garantirebbe un po’ di ossigeno alla Porto. Resta in ballo il contenzioso con la Sales – la società incaricata di realizzare i lavori portuali - sul quale è attesa una sentenza per il mese di settembre.

A proposito l’avvocato Mario Zambernardi, consigliere d’amministrazione della Sales Spa, esprime preoccupazione per la situazione di stallo in cui versa l’opera. «Purtroppo devo constatare – spiega Zambernardi – come la situazione in questi mesi non sia affatto cambiata. Soprattutto non si vedono soluzioni all’orizzonte».

Siamo dunque rimasti – secondo il patron di Sales alla proposta del gennaio 2017 formulata dalla Porto spa al gruppo Sales. «Se vogliamo chiamarla proposta – aggiunge - . Si trattava di qualcosa per noi irricevibile, tanto che l’abbiamo immediatamente respinta. Perché? Perché non teneva conto della seria situazione in cui versava la società: mancati pagamenti, fermo delle vendite, opere di urbanizzazione e dragaggi non fatti. Da allora è stato più volte detto che c’erano stati contatti fra noi e la Spa, ma non è vero. Noi non abbiamo più ricevuto niente di ufficiale».

Così i rapporti tra Sales, che ha in appalto la costruzione del nuovo porto, e la società proprietaria sono rimasti tesi. Tanto che c’è in ballo anche un contenzioso legale, su cui la magistratura dovrebbe decidere in autunno, in cui Sales chiede alla Porto Spa il pagamento di una parte di lavoro effettuati. Si parla di circa un 30% (quasi 5 milioni). «Sono seriamente preoccupato – conclude Zambernardi – perché ci vorrebbe un piano credibile. Invece sono anni che si sentono dire tante cose che poi puntualmente non si avverano».

Una proposta da parte della porto? «Il passato mi fa essere scettico che cio' possa provenire dall'attuale dirigenza: sono passati 4 anni dallo stop dei lavori e due dall'inizio della causa senza che ci sia mai stato qualcosa di concreto. Siamo comunque sempre disponibili ma purché questa venga fatta nell’ambito di una cornice di legalità che garantisca una continuità aziendale del porto».

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