«Dal festival ricadute per tutto il territorio»
CASTIGLIONCELLO. 170 artisti, 15 stagisti, 18 tecnici, 4 social media manager. Tantissimi gli operatori culturali, i direttori di teatro. Una comunità che gravita intorno a Inequilibrio nelle due...
CASTIGLIONCELLO. 170 artisti, 15 stagisti, 18 tecnici, 4 social media manager. Tantissimi gli operatori culturali, i direttori di teatro. Una comunità che gravita intorno a Inequilibrio nelle due settimane del festival e che crea un indotto, un flusso turistico in grado di stimolare interesse per il mare, la cultura e le bellezze del luogo, dando quindi un importante impulso al turismo nel periodo di media stagione. Inequilibrio in queste ventuno edizioni ha instaurato un legame forte con il territorio ospitante, anche all’esterno di Castello Pasquini. «È vero che gli spettacoli, le presentazioni, tutto il festival si svolge all’interno del parco di Castello – spiega Fabio Masi, condirettore artistico del festival con Angela Fumarola – ma è vero anche che Inquilibrio crea una ricaduta sul territorio in termini economici e di socializzazione.
«Gli artisti la mattina, prima di dedicarsi alle prove degli spettacoli, si riversano in piazzetta e all’interno delle varie attività, fanno colazione, acquisti, socializzano, si integrano con il contesto. Ormai si è creato un connubio tra Castiglioncello e il festival. Se Inequilibrio non ci fosse? Credo che la differenza si vedrebbe, eccome. Non mi riferisco tanto al weekend, ma ai giorni infrasettimanali». Per la cena, la comunità del festival si riunisce intorno ai tavoli della mensa interna, allestita dal catering “Il Banchetto” nel parco. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google