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Sfuma la nomina del presidente del consiglio comunale di Cecina

Barabino mentre annuncia la scelta delle opposizioni di lasciare l'aula (foto Michele Falorni/Silvi)
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Barabino mentre annuncia la scelta delle opposizioni di lasciare l'aula (foto Michele Falorni/Silvi)

Cecina, la seduta viene chiusa per la mancanza del numero legale. Le opposizioni compatte contestano il metodo seguito dalla maggioranza e abbandonano l'aula

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CECINA. Tutto sbagliato. Tutto da rifare. Servono le parole del campione del ciclismo Gino Bartali per spiegare quanto accaduto nella seduta serale del consiglio comunale di Cecina del 18 giugno. Non c’è il numero legale. L’aula avrebbe dovuto nominare il presidente del consiglio in sostituzione di Luigi Valori che si è dimesso dalla carica e da consigliere alla fine di maggio. Candidato in pectore proposto dal Pd l’ex capogruppo Nicola Imbroglia. Niente. La maggioranza non ha i numeri. I gruppi di opposizione si ritrovano compatti sull’Aventino. Quel nome non piace e ancor prima di iniziare con i punti all’ordine del giorno è il capogruppo di Forza Italia Paolo Barabino a parlare a nome delle opposizioni. Tutti compatti lasciano l’aula.

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