Il Tirreno

La Regione dice sì al maxi investimento targato Bulgheroni

di Divina Vitale
La Regione dice sì al maxi investimento targato Bulgheroni

Castagneto Carducci, entro giugno la firma di un protocollo Dievole Spa: la nuova cantina negli spazi di una ex cava

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CASTAGNETO CARDUCCI. Marcia a ritmi sostenuti l’investimento milionario del magnate argentino Alejandro Bulgheroni a Castagneto Carducci, dove ha già avviato due aziende: Tenuta Le Colonne e Tenuta Meraviglia, circa 97 ettari vitati per un totale di 700.000 bottiglie. La Regione Toscana ha dato il consenso alla firma di un protocollo d’intesa tra il Comune, la Regione e il gruppo Dievole Spa in cui si evidenzia la valenza del progetto di costruzione della nuova cantina.

La struttura sorgerà nei vuoti della dismessa cava di Cariola. Sarà una struttura di circa 5. 000 metri quadrati. E ci sarà da aspettarsi una struttura di pregio, monumentale. Una garanzia in questo senso sta nel nome dell’architetto incaricato di redigere il progetto: Bernardo Tori, noto in terra castagnetana per aver firmato il progetto della cantina della Tenuta Argentiera. Le due proprietà tra l’altro sono confinanti.

I terreni di proprietà e da cui nascono i vini si trovano parte in collina, in pianura e vicino al mare. Iscritti alla Doc Bolgheri in particolare sono 27 ettari in località Pianali. «Per il comune – dice la sindaca Sandra Scarpellini –, il protocollo rappresenta un riconoscimento importante. Si è deliberato il via nei giorni scorsi. In pratica, stabilisce che l’iniziativa progettuale del gruppo, che fa capo a Bulgheroni, rientra nelle attività di attrattiva di capitali e investimenti di valenza non solo sovraregionale ma sovranazionale. Una sorta di cappello di valore – continua Scarpellini – per una cantina che va ad accompagnare le altre del gruppo non solo in Italia ma nel mondo. Inoltre, si recupera una zona dismessa, abbandonata all’incuria, con un progetto molto importante che sta seguendo il regolare processo urbanistico. Auspichiamo di riuscire a firmare entro fine giugno».

«L’avvio dei lavori dopo i vari passaggi autorizzativi per completare le procedure in essere – afferma il direttore generale Dievole Stefano Capurso – partiranno a metà 2019 e contiamo di lavorare nella nuova cantina per la vendemmia 2022. Puntiamo a sperimentare in una zona dove si può ancora sviluppare una propria identità. Per questo miriamo a realizzare vini più immediati con l’utilizzo di vasche di cemento e botti grandi, una novità per Bolgheri. La cantina nascerà nella cava dismessa di Cariola, abbiamo pensato di realizzare un’opera in grado di dare visibilità a tutta la denominazione e che rispetti la nostra filosofia. Vogliamo ridurre al massimo l’impatto ambientale, puntando tutto sul biologico». Che conclude: «Intanto stiamo procedendo alla realizzazione del wine shop e del wine bar con una parte dedicata alla ristorazione. Inoltre, nel progetto è previsto un bed & breakfast con 10 camere, in linea con lo stile di tutte le altre tenute toscane».

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