Il presidio
Il pescatore aggredito «Mi sono difeso agitando una sedia»
CECINA. «Per fortuna sono riuscito a prendere una sedia con cui ho evitato i colpi di machete». Andrea Passeri, il pescatore cecinese che mercoledì sera è stato ferito da Stefano Papi al bar La...
CECINA. «Per fortuna sono riuscito a prendere una sedia con cui ho evitato i colpi di machete». Andrea Passeri, il pescatore cecinese che mercoledì sera è stato ferito da Stefano Papi al bar La Baracchina, è ancora scosso dall’accaduto. È stato in pronto soccorso, dove gli hanno suturato una piccola ferita al collo causata appunto dalla lama del machete. «Non è nulla di grave - dice - ma sono rimasto allibito, e poi ho avuto paura che le persone sedute ai tavoli del bar potessero essere colpite».
«Papi è arrivato allocale - ricorda Passeri - e faceva confusione, ma non sembrava pericoloso». Anche Passeri racconta che il suo aggressore si è presentato alla Baracchina con una cassa da cui ascoltava musica a tutto volume. «Gli è stato chiesto di spegnerla - prosegue - e lo ha fatto. Poi la situazione è peggiorata».
Passeri, che ieri pomeriggio è tornato al bar sul mare dove i clienti abituali non parlavano che della lite di mercoledì sera, prosegue spiegando che «Papi ha continuato a comportarsi in maniera esagerata». «Faceva confusione - ripete - in maniera eccessiva. E poi si è rivolto a un cliente, che era lì con il figlio piccolo e un cane. Ha detto anche qualcosa contro l’animale. Il bambino si è spaventato». A quel punto Passeri ha deciso di intervenire, chiedendo all’altro di calmarsi. «Gli ho detto che aveva rotto - ricorda - , che c’erano anche dei bambini e che non era il caso di proseguire con quel comportamento. Ma lui ha continuato a fare confusione e a un certo punto si è allontanato».
Forse a far scattare l’ira di Papi è stata la richiesta di calmarsi fatta appunto dal pescatore cliente del bar. Fatto sta che dopo pochi minuti la situazione, già molto agitata, è degenerata. «È passato poco tempo - dice ancora Passeri - e lui è tornato con un machete, un coltellone che non so dove abbia preso. È venuto verso di me agitando la lama». L’uomo ricorda distintamente il terrore negli occhi degli altri clienti del bar. «Mi si è scagliato contro - dice - e io per fortuna sono riuscito ad afferrare una sedia di metallo. Con quella mi sono riparato dai colpi che lui tirava in aria e verso di me. È stato terribile e ho avuto paura, per me ma anche molta per le persone che erano lì attorno». Il timore di Passeri, e anche del gestore del bar che poi è intervenuto, era che Papi potesse prendersela con altri clienti.
«Per fortuna - termina Passeri - prima è uscito dal bancone Sergio (il barista, la cui testimonianza riportiamo nell’articolo in alto, ndr) e sono arrivati i carabinieri, altrimenti non so come poteva andare a finire».
Anna Cecchini
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