Il Tirreno

Il buio, le auto e l’acqua sporca in via Ticino

di Alfredo Faetti
Il buio, le auto e l’acqua sporca in via Ticino

I residenti: «Nostre segnalazioni ignorate» Macchine controsenso per il segnale nascosto

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CECINA. Tante famiglie e altrettanti disagi concentrati in appena 170 metri. Esci di casa? Devi stare attento alle auto che passano, visto che molte viaggiano controsenso in quanto il segnale di obbligo di svolta è invisibile, ormai da un paio di mesi. Torni a casa quando giù è buio? Prepara prima la chiave allora, perché la strada è praticamente priva di illuminazione. Usi l’acqua del rubinetto? Occhio a quel che esce, perché non sembra cristallina. «Io ho un depuratore privato e per questo uso dei filtri: quando vado a sostituirli sono sempre molto sporchi, coperti da una patina nera. Significa che l’acqua è già sporca», dice Rosa Petrucci, che vive in via Ticino, dove la protesta dei residenti si sta ampliando su più fronti.

Sono proprio loro a descrivere i problemi che ormai da diversi mesi toccano la quotidianità. «Oltre al problema dell’acqua c’è quello dell’illuminazione», continua Petrucci. E non è la sola a puntare il dito su questo aspetto. «Gli unici lampioni che funzionano sono i due all’estremità - dice una coppia che vive in via Ticino da molto tempo - uno all’inizio della via e l’altro in fondo». A seconda di come la si guardi il problema quindi non cambia. In mezzo a questi due lampioni fulminanti c’è il buio e una sessantina di famiglie interessate, che quando tornano la sera «non riescono a vedere la buca della serratura per mettere la chiave», racconta la coppia. Senza considerare la questione della percezione della propria sicurezza, contando che la via è stretta tra due file di palazzine che la nascondano al resto della città. E a proposito della strada stretta, i residenti spiegano che in via Ticino «ogni mattina tutti quelli che devono venire in centro parcheggiano la macchina qua, occupando tutti i posti (sono 18) con buona pace di chi ci vive, che magari non sa dove lasciare la propria macchina. Potrebbero mettere una zona a sosta controllata anche qua». Ma i problemi legati alla viabilità sono altri, accentuati dal fatto che a causarli è un dettaglio tanto piccolo quanto importante. «Un paio di mesi fa un camion ha urtato per sbaglio il segnale di obbligo di svolta su via Francesco D’Assisi, piegandolo verso il muro rendendolo invisibile», continuano i residenti. Imboccando via Ticino da Corso Matteotti, infatti, le auto devono obbligatoriamente svoltare sulla traversa. Solo che non vedendo il segnale, molti tirano dritto. «È pericoloso, qua ci sono anche dei bambini piccoli che girano per strada», spiega una donna.

Tutti questi disagi (l’illuminazione è assente da quasi quattro mesi) sono stati segnalati più volte al Comune. «Sono venuti a controllare ma poi non è successo nulla», dicono i residenti. Anche Petrucci ha segnalato il problema con l’acqua all’amministrazione, nella speranza che possa farsi da intermediaria con Asa, la società che gestisce il servizio idrico. «Ho un depuratore sotto l’acquaio, quindi uso dei filtri rifornendomi da una ditta che mi ha assicurato che la loro durata è di un anno», spiega la donna. Solo che al primo ricambio il filtro si è presentato in condizioni pessime. «Il tecnico mi ha detto allora di cambiarlo ogni sette mesi - continua Petrucci - Il problema è proprio l’acqua che arriva dal rubinetto». Problema reso palese, ha spiegato la donna nella sua segnalazione, proprio dalle condizioni dei filtri. «Noi le bollette le paghiamo regolarmente ad Asa, ma il servizio che ci viene offerto è davvero scadente - conclude la donna - Senza contare che devo già pagare il depuratore e tutti i cambi dei filtri». A cui va aggiunta la strada senza illuminazione in cui spesso le macchine viaggiano per un tratto contromano. Tutto in appena 170 metri, in una lingua d’asfalto nascosta dalle palazzine al resto della città. «Non interessa a nessuno», dicono col tono amaro i residenti di via Ticino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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