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Si allarga l’indagine sulla banda del sesso che adesca via web

Si allarga l’indagine sulla banda del sesso che adesca via web

CECINA. Potrebbe non essere stata la prima volta. Anzi, non lo è stata di sicuro, visto che le tre persone denunciate hanno a loro carico precedenti per episodi del tutto simili a quello che si è...

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CECINA. Potrebbe non essere stata la prima volta. Anzi, non lo è stata di sicuro, visto che le tre persone denunciate hanno a loro carico precedenti per episodi del tutto simili a quello che si è consumato in una casa di Marina di Bibbona. Nella provincia di Como, ad esempio. Un annuncio su un sito di incontri, un utente che chiede un appuntamento, la ragazza che si offre a un rapporto sessuale mentre i due complici rubano tutto quel che possono all’ignara vittima. Un sistema escogitato da tre giovani sudamericana tra i 25 e i 27 anni, due di origini ecuadoregne e uno del Salvador, in cui è caduto un uomo di mezza età.

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Lui ha scoperto l’imbroglio quando è arrivato a pagare il caffè in un bar. Infilata la mano in tasca, si è reso conto che non c’era più il portafoglio. Così l’uomo è corso nell’appartamento a Marina di Bibbona dove era stato pochi minuti prima per consumare un amplesso con una giovane donna ecuadoregna conosciuta su portale di incontri web. Le indagini della polizia dimostreranno che è stata proprio lei, insieme a due complici anch’essi sudamericani, a derubarlo del portafoglio e dei 850 euro che conteneva. Il sito è “bakeca incontri Livorno”. Su questa piattaforma l’uomo ha conosciuto la ragazza, riuscendo subito dopo a fissare un appuntamento nell’abitazione a Marina di Bibbona. La serata va in porto e il copione è quello immaginato. Solo che l’uomo, impegnato nel rapporto sessuale, non si accorge che i due complici della donna nascosti nell’appartamento si avvicinano al suo giubbotto per sfilare il portafoglio. La vittima si renderà conto del furto solo poco dopo, quando arriva al bar. Proverà a tornare nell’appartamento per cercare il borsello, ma non troverà nessuno ad accoglierlo. Così non gli è rimasto altro che denunciare tutto l’accaduto al commissariato di Cecina. L’indagine parte immediatamente e gli agenti fanno presto a risalire sia alla donna che ai due complici. Il trio inizialmente nega tutte le accuse, dicendo di aver passato la giornata a Grosseto, ma quando la polizia mostra la foto della ragazza all’uomo, questi la riconosce subito. Tutti e tre sono stati così denunciati per furto aggravato in concorso, con tanto di foglio di via con il divieto di rimettere piede nei comuni di Cecina e Bibbona per tre anni, come già era avvenuto a Como. Ed è proprio questa insistenza nel metodo che fa pensare alla polizia che l’uomo di mezza età non sia stata l’unica vittima dell’inganno. Anche perché la ragazza ecuadoregna aveva affittato l’appartamento già da diverso tempo. C’è la possibilità infatti che altre persone possano essere cadute nel raggiro ma che abbiano evitato di segnalare l’accaduto per tener nascosta la propria storia. Ma con questa denuncia e la conferma che si tratta di un sistema collaudato dal trio, forse possono saltar fuori altre vittime. È su questo che indaga la polizia. (al.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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