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“Naturalmente” apre i musei alle persone malate d’Alzheimer
ROSIGNANO. Un contatto tra difficoltà e ispirazione, malattia fantasia. È con questo spirito che l’8 maggio si è svolto l’evento conclusivo del progetto integrato “Naturalmente” nella nuova sede dell’...
ROSIGNANO. Un contatto tra difficoltà e ispirazione, malattia fantasia. È con questo spirito che l’8 maggio si è svolto l’evento conclusivo del progetto integrato “Naturalmente” nella nuova sede dell’Associazione Aima Costa Etrusca a Rosignano, in piazza del Risorgimento. Un progetto innovativo per il territorio, che prevede l’accessibilità ai musei di questo pubblico speciale, persone con demenza e chi se ne prende cura attraverso una metodologia di accoglienza che tenga conto delle particolari esigenze di questo pubblico.
Un progetto che nasce da lontano, grazie ad esperienze internazionali e che arriva nel nostro Paese nel 2012 con l’iniziativa “L’arte tra le mani” nel Museo Marino Marini di Firenze, finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito del piano integrato della Cultura 2012-2015. «Da quella bellissima esperienza, sono partiti corsi di formazione rivolti sia ad operatori museali che geriatrici ed hanno permesso così lo sviluppo delle cosiddette buone prassi», spiegano i promotori. “Naturalmente” è dunque un progetto pilota che si è sviluppato, grazie ad una ricca “rete di partner” a sostegno delle persone affette da demenza Alzheimer tra cui si evidenzia il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, la Fondazione Casa Cardinale Maffi e l’Associazione Aima Costa Etrusca, patrocinato dall’azienda Asl Toscana Nord Ovest e dai Comuni di Livorno, Cecina e Rosignano con il sostegno della Rea Impianti ma soprattutto della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra.
«Non si è trattato di svolgere lezioni o visite guidate all’interno del museo», spiegano i protagonisti. Lo scopo non è infatti quello di insegnare, ma stimolare. «Ognuno dei nostri visitatori porta con sé un vissuto personale legato a piante, animali, suoni, colori: per questo noi abbiamo deciso di scommettere sulla forza delle “meraviglie della natura” e sul loro potere nel risvegliare ricordi, emozioni, associazioni, idee, anche in coloro i quali apparentemente hanno perduto tutto questo», dice Marco Leone, operatore museale.
«Il progetto offre infatti l’opportunità di utilizzare la metodologia del “Time slips” legata alla “narrazione creativa”, concentrandosi sulle capacità comunicative (linguaggio, suoni e gesti) ancora presenti nei partecipanti. Questo metodo aiuta le persone affette da demenza a esprimere la propria creatività attraverso la costruzione di storie, racconti, poesie», dice Arianna Cerretti, responsabile del servizio educativo riabilitativo della Fondazione Casa Cardinale Maffi. «Il progetto al museo riaccende la speranza che le persone con demenza possano comunicare e mantenere le relazioni fra di loro, con gli operatori e i familiari. Le storie sono piene di fantasie poetiche che riflettono le loro paure, speranze, rimorsi, umori e sogni e ci concedono un’occasione di capire chi sono e di condividere il loro sguardo sul mondo», commentano Barbara Raimondi (operatrice) e Marinella Zagaglia (coordinatrice).
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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