Il Tirreno

il caso 

Travolto da un’auto pirata, ferito un ciclista di 24 anni

di Manolo Morandini
Travolto da un’auto pirata, ferito un ciclista di 24 anni

L’uomo originario della Nigeria è ospite del centro di accoglienza all’ex Manuel Indagini in corso: acquisiti i filmati delle postazioni di videosorveglianza in zona

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CECINA . Centrato da un’auto. Travolto e sbalzato dalla sella della sua bicicletta. Sono da poco passate le 21 del 20 maggio. Il ferito 24 anni originario della Nigeria, in Italia dalla metà del 2016 come richiedente asilo, finisce al pronto soccorso di Cecina. Dell’automobilista nessuna traccia. Si è dato alla fuga. A lanciare l’allarme sono gli amici dell’uomo di rientro anche loro in bici all’hotel Manuel, dall’autunno del 2015 trasformato in centro temporaneo di accoglienza.

Lo trovano in una pozza di sangue, disteso tra l’erba a lato della carreggiata. A richiamare l’attenzione sono i suoi lamenti. Sono circa le 21,30 quando scatta l’allarme. La poca dimestichezza che i protagonisti hanno con l’italiano svanisce nella concitazione del momento. Riescono a comporre il 112. E fortunatamente un passante si presta a chiarire la situazione a chi risponde all’altro capo del telefono. L’emergenza passa al 118. Sul posto viene inviata un’ambulanza con medico a bordo della Pubblica assistenza di Cecina. Il giorno dopo è il momento della denuncia contro ignoti al commissariato di Cecina.

La dinamica è tutta da ricostruire. Ed è uno dei compiti affidati alla polizia municipale. L’uomo ha difficoltà a parlare. Agli agenti del commissariato che lo hanno sentito la mattina del 21 maggio avrebbe risposto con cenni e alcune frasi scritte su dei fogli. A interrompere la fuga del pirata della strada però potrebbero essere le immagini delle telecamere, già al vaglio degli inquirenti. Almeno due le postazioni da cui sono stati acquisiti i filmati. Quella del circuito di videosorveglianza all’incrocio tra le vie dei Campilunghi e Guerrazzi. E l’altra sulla via Vecchia livornese, installata per contrastare l’abbandono dei rifiuti. Ci sono da mettere in relazione circostanze, orari e passaggi dei veicoli sfilati sotto il campo d’azione di quegli occhi elettronici. L’indagine parte da qui. E c’è fiducia di un rapido riscontro.

L’uomo aveva salutato i suoi compagni per avviarsi verso quella che da più di un anno è la sua nuova casa. Quando accade l’incidente sta pedalando nel buio della campagna alle spalle della Cinquantina, lungo il tratto della via Vecchia livornese che porta all’ex hotel. La strada è stretta e sconnessa. Indossa il gilet ad alta visibilità e chi lo ha visto partire dice che aveva i fanali della bici in funzione.

Quando i suoi amici si trovano sul suo stesso tragitto vengono attirati dai suoi lamenti. Non è facile capire l’accaduto. La bici e l’uomo sono nascosti tra l’erba alta. Ed è buio. Il ferito ha il palato sfondato, perdendo molto sangue e non riesce ad articolare le parole. Al pronto soccorso decidono di intervenire d’urgenza per bloccare l’emorragia. A occuparsi degli aspetti chirurgici sarà invece la reparto maxillofacciale dell’ospedale di Pisa, dove l’uomo sarà trasferito nei prossimi giorni.

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