Il Tirreno

il caso

Aperta un’inchiesta sull’auto pirata

di Alfredo Faetti
Aperta un’inchiesta sull’auto pirata

In Procura gli atti sul ciclista 24enne travolto e abbandonato I reati sono omissione di soccorso e incidente stradale

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CECINA. Le immagini viste fino adesso sono troppo scure per dividere le ombre l’una dall’altra. E di impatti non c’è traccia. Ma questo non scoraggia le forze dell’ordine che stanno indagando sull’auto pirata che ha travolto e poi abbandonato a terra in un lago di sangue il 24enne richiedente asilo di origini nigeriane che domenica sera stava tornando all’ex hotel Manuel con la sua bicicletta. Un fatto di cui è stata data notizia di reato anche alla Procura di Livorno, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per omissione di soccorso e incidente stradale.

Le indagini però non sono semplici da portare avanti. Il ragazzo, in Italia dalla metà del 2016, ha spiegato di non ricordare nulla della macchina che lo ha scaraventato sull’asfalto. Neanche il colore. Testimonianza riportata a gesti e su frasi scritte sopra dei fogli bianchi, dato che l’incidente gli ha causato la rottura della mascella oltre a un’altra serie di traumi non da poco. Ora è all’ospedale di Cecina, in attesa di essere trasferito a Pisa per gli aspetti chirurgici. Neanche i condomini dei palazzi che costeggiano via Vecchia Livornese, dove è avvenuto l’incidente, hanno sentito nulla che possa dare una traccia agli investigatori. È per questo quadro che la polizia, a cui è stata formalizzata la denuncia, in collaborazione con la polizia municipale, stanno visionando tutte le immagini delle telecamere di videosorveglianza sparse in quella zona. Quella del circuito di videosorveglianza all’incrocio tra le vie dei Campilunghi e Guerrazzi e l’altra sulla via Vecchia livornese, installata per contrastare l’abbandono dei rifiuti. Ma fino adesso le immagini registrate hanno fornito ben pochi spunti alle forze dell’ordine, pronte comunque ad andare avanti acquisendo ciò che è stato raccolto da altri occhi elettronici, come i dispositivi al confine con il comune di Rosignano. Immagini che possono risultare decisive incrociando orari, traiettorie e velocità.

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L’allarme, domenica sera, è scattato intorno alle 21.30, quando gli altri richiedenti asilo ospiti della struttura, che già si stavano chiedendo che fine avesse fatto l’amico, hanno sentito dei lamenti provenire dalla strada. Sono stati proprio i suoni del dolore a far ritrovare il 24enne, steso nel suo sangue con il giubbotto catarifrangente ancora indosso. Lui non riusciva a parlare a causa delle fratture, mentre loro, poco esperti della lingua italiana, hanno avuto non poche difficoltà a segnalare l’accaduto. Ma la telefonata al 112 è stata comunque risolutiva: le barriere linguistiche sono state superate alla bene meglio e il giovane è stato recuperato e subito trasportato al Pronto Soccorso di Cecina, dove i medici hanno provveduto a fermare l’emorragia e a fornire all’esule tutte le cure di cui aveva bisogno, fino a stabilizzarlo. Una volta salvato il giovane, non resta che risalire a chi lo ha prima investito e poi abbandonato. Sempre che il rimorso non faccia fare a lui il primo passo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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