Il Tirreno

Il medico umorista

di DINO DINI
Il medico umorista

Bruno Pischiutta tra amore per lo sport e caricature

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Medico di riconosciuto valore, sempre seriamente impegnato nella professione come tutti quei laureati in medicina che considerano il loro lavoro come se fosse davvero una missione, intelligente, colto, con un innato senso dell'umorismo e disegnatore provetto. Queste due ultime qualità gli permettevano di essere un formidabile caricaturista. Sono centinaia le spassose vignette da lui realizzate per ritrarre i personaggi più noti, in particolare molti dipendenti Solvay ed anche parecchi giocatori della squadra di calcio. Il suo nome era Bruno Pischiutta, anzi dottor Bruno Pischiutta. Era nato in Piemonte a Casale Monferrato in provincia di Alessandria il 15 settembre 1925 da Angelo e da Ester Salvigni. Il padre, laureato in chimica, esperto di fibra sintetica "Rayon Viscosa" si trasferì in Francia a Clermont sur l'Oise con la moglie ed i figli Bianca e Bruno. Quest'ultimo frequentò le scuole medie divenendo bilingue ed anche con una buona conoscenza dell'inglese.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale nel giugno del 1940 i Pischiutta rientrarono in Italia ed infine nell'ottobre del '42 approdarono a Rosignano dove il padre completò la sua carriera di chimico presso lo stabilimento Solvay. Terminato il liceo classico Bruno si iscrisse alla facoltà di medicina dell'università di Pisa e dopo aver affrontato gli studi con grande impegno si laureò a pieni voti il 18 luglio 1951. Immediatamente iniziò la libera professione nella zona riscuotendo subito grande fiducia da parte della cittadinanza e procurandosi una vasta clientela. Le sue giornate trascorrevano tra le visite a domicilio e quelle in ambulatorio.

Filippo nipote del dottor Pischiutta, figlio del dottor Licio Amodeo che aveva sposato Bianca sorella di Bruno, ha molti aneddoti da raccontare. Ricorda che spesso lo zio doveva lasciare improvvisamente una cena o un pranzo per raggiungere urgentemente qualche paziente. Infatti in quegli anni il medico di famiglia conduceva una vita piuttosto scomoda in quanto era sempre costretto a soddisfare ogni chiamata, anche quelle notturne che lo svegliavano dopo la mezzanotte. Ogni tanto c'era anche da ridere come nel caso di quel paziente che sinceramente dispiaciuto di dover disturbare il dottore alle tre del mattino, si lasciò scappare questa frase: "Dottore, mi scuso, scommetto che dormiva?" Un'altra volta ci fu uno che volendo fargli un grande complimento disse: "Lei sarà anche dottore, però ogni tanto le indovina".

Durante una visita il dottor Pischiutta chiese al malato: "Da che parte le fa male?" e quello rispose: "Dalla parte di Castiglioncello". Un giorno si presentò un signore che desiderando far parte della sua clientela gli domandò: "Dottore, ce l'avrebbe un bu’o libero?". Ma l'episodio più grazioso fu quello di una pensionata che mostrandogli una ciste che aveva sul braccio, disse: "È tanto dottore che gliela volevo far vedere..."

Il dottor Pisciutta era anche uno sportivo ed in particolare appassionato di tennis. Lo ricordo sui campi del Circolo Canottieri Solvay impegnato in accanitissimi incontri anche nelle ore più calde delle roventi giornate estive. In quegli anni anch'io giocavo a tennis e lui una volta mi donò una mia caricatura che ancora conservo attaccata ad una parete del mio studio. Il disegno mi rappresenta con la racchetta in mano e con alcuni fogli di carta che mi svolazzano intorno. Gli chiesi: "Ma questi fogli cosa significano?" e lui mi rispose candidamente: "Sono le arie che ti dai". Bruno Pischiutta per ben vent'anni, dal 1960 al 1980, ricoprì l'incarico di medico sportivo della squadra di calcio Solvay. Fu collaboratore del Tirreno dal 1978 al 1983 perché ogni settimana pubblicava una vignetta che illustrava la cronaca degli incontri della squadra biancoblù. Anche sulla famosa Settimana Enigmistica molto spesso apparivano le sue spiritose vignette. In età non più giovanissima si decise a prendere moglie e convolò a nozze con la signorina Monica Steffen che purtroppo morì improvvisamente qualche anno dopo. In seconde nozze sposò la signora Lina Pozzi, vedova con un figlio. All'età di ottantatré anni, il 28 luglio del 2008 il dottor Pischiutta dopo breve malattia cessò di vivere. Considerando il suo spiccato ed irrefrenabile umorismo, c'è da pensare che forse avrebbe disegnato volentieri anche la caricatura del suo funerale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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