Il presidio
In camper da Cecina fino in Cina sulle orme di Marco Polo
L’avventura di una coppia cecinese in giro per l’Asia insieme ad altri equipaggi Il racconto su Facebook tra mandrie e vette innevate: «Resta tutto dentro»
CECINA. Sei anni fa, di ritorno dai Paesi Baltici, scrisse un libro: “Viaggio in capo al mondo”. Questa volta invece Franco Paladini e sua moglie Ariella Bertucci hanno voluto spingersi ancora più in là a bordo del loro camper, tra le sconfinate steppe dell’Asia, attraversando città esotiche e i monti imbiancati dell’Urali, tracciando una mappa per Samarcanda, in Uzbekistan, arrivando dalla Cina per poi fare ritorno lungo l’antica via della seta di Marco Polo. «Quando si attraversano i villaggi l’ospitalità è palpabile, anche i bambini a cavallo che seguono le mandrie e di tutto ciò qualcosa ti resta dentro», dice Paladini, non nuovo ad avventure di questo tipo.
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L’impresa per la conquista dell’Asia è partita dal Fiorino, dove abita la coppia cecinese, il 15 aprile scorso, ma ha origini ancora più lontane. Nasce proprio dal 2011 e da quel viaggio nei Baltici. «In quel periodo, parlando con altri camperisti, era in programma un viaggio a Samarcanda proposto da un’agenzia di Milano, ma non è mai andato in porto perché troppo complicato», spiega Paladini.
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Sei anni dopo però l’associazione “Ioviaggioincamper” c’è riuscita, mettendo insieme otto equipaggi che si sono dati appuntamento a Graz, in Austria, pronti a dirigersi verso Samarcanda. Detto fatto: Franco e Ariella hanno allestito il camper, hanno fatto salire la cagnolina Sissi e via. Europa centrale, la Russia, il montuoso confine innevato tra Europa e Asia fino ad arrivare alla «sterminata steppa Kazaka tra nevischio e venti siberiani ma anche villaggi sperduti e popoli stupendi dove vivono con le loro mandrie di cavalli, mucche, pecore e cammelli», racconta la coppia. La carovana ha proseguito poi verso il confine cinese, seguendo sempre la mappa stabilita, sbirciando “tanti villaggi dai nomi impronunciabili” alternati a spettacoli unici come «una steppa fiorita di papaveri, una distesa sconfinata di colore rosso con all’orizzonte le altissime montagne Kirghise innevate che sembravano sospese in cielo». Tutto documentato in tempo quasi reale sulla pagina Facebook di Paladini, che ad oggi si trova non distante da Samarcanda. Una volta raggiunta la città, poi, la carovana farà ritorno lungo la via della seta. Ad occhio e croce, dovrebbe essere di nuovo a casa a metà giugno. «Ciò che ci ha colpito di più fino ad oggi – racconta la coppia - è la grandiosità degli spazzi che abbiamo attraversato, la gente cordiale, disponibile, sempre sorridente, le loro storie e le loro case fatte di tavole, pannelli di legno e con i tetti di eternit». Luoghi esotici e lontani, ben oltre i confini in capo al mondo.
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