Il presidio
«Contro Rea Impianti soltanto illazioni»
Giari, dopo la commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti, scrive a Regione, prefetto, parlamentari e sindaci
ROSIGNANO. Definisce «inaccettabili», alcune affermazioni contenute nella relazione territoriale per la Toscana della commissione parlamentare “di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati”, approvata lo scorso 28 febbraio e comunicata ai presidenti di Camera e Senato il giorno successivo. Nella relazione vengono citati una serie di incendi nelle discariche sull’area della provincia di Livorno, e a proposito di quelli avvenuti a Scapigliato si legge «si tratta di un fatto che può apparire sintomatico della volontà del gestore dell’impianto di sottrarsi ai controlli».
Proprio questa frase ha mandato su tutte le furie l’amministratore unico di Rea Impianti, Alessandro Giari, che contesta il documento e lo fa con una lunga missiva inviata al sindaco di Rosignano, ai parlamentari della circoscrizione, al presidente della Regione Toscana, all’assessore regionale all’ambiente, ai consiglieri regionali della Provincia di Livorno, ma anche al prefetto di Livorno, agli ex membri della commissione parlamentare d’inchiesta, ai gestori degli impianti di trattamento di rifiuti della Toscana, oltre che ai sindaci di una serie di Comuni della regione.
Una lettera accorata, in cui ribadisce «la ferma convinzione, fondata su dati oggettivi, concreti e reali, che Scapigliato sia un presidio di legalità per quanto concerne la metodologia della gestione dei rifiuti e le modalità dei controlli».
«La relazione - scrive Giari - riporta affermazioni nei confronti della società Rea Impianti che risultano per noi inaccettabili. Si tratta di dichiarazioni basate, in parte, nemmeno su atti investigativi, dunque privi della benché minima valenza dimostrativa. Dall’altra su atti investigativi di procedimenti tuttora in corso nella fase delle indagini preliminari la cui consistenza rimane confinata “in ambito soltanto ipotetico”, come affermato dal Tribunale del Riesame di Firenze in data 2.02.2018 allorché, sconfessando la ricostruzione degli inquirenti, revocava le misure interdittive disposte nei confronti di alcuni dipendenti di questa società». E ancora, Giari sottolinea che «la mancanza di esplicitazione delle finalità e dei limiti propri della relazione ha finito e finisce per creare un inaccettabile clima di sospetto, tra gli altri, nei confronti di una società, la Rea Impianti, peraltro totalmente pubblica».
L’amministratore di Rea Impianti scrive che «il riferimento ad un incendio dell’agosto del 2017 sviluppatosi in una porzione di un capannone adibito alla tenuta in quarantena dei rifiuti viene tacciato come “un fatto che può apparire sintomatico della volontà del gestore dell’impianto di sottrarsi ai controlli”. Non possiamo che ribadire che tale conclusione è priva di qualsiasi fondamento. La società dalla fine del 2015 ad oggi ha aumentato progressivamente l’attività di controllo sui rifiuti in ingresso presso la discarica di Scapigliato fino ad oltre il 600% rispetto a quanto prescritto nei titoli autorizzativi. Ciò detto, ferma la collaborazione nei confronti degli organi inquirenti, si ribadisce che la società Rea Impianti gestisce la discarica di Scapigliato, con modalità assolutamente indipendenti e trasparenti e ciò a prescindere dall’attività di vigilanza e controllo che viene esercitata dagli enti pubblici competenti (Comune, Regione, Arpat, Asl)».
Poi l’appello alle istituzioni e ai politici a cui è diretta la lettera perché «si riapproprino con maggiore efficacia delle dinamiche che possano garantire una corretta e funzionale gestione dell’intero ciclo dei rifiuti, non delegando ogni funzione di controllo e di lotta alle patologie alla sola magistratura».
E infine lo sfogo in cui Giari ribadisce di «non essere più disposto a tollerare che l’immagine della società e quella del sottoscritto sia messa in dubbio da affermazioni parziali non corrispondenti alla realtà dei fatti ovvero con vere e proprie illazioni».
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