Il Tirreno

sanità

Società della salute unica dal 1º luglio

di Manolo Morandini
Società della salute unica dal 1º luglio

La data annunciata dalla direttrice generale Asl. Il confronto sulla messa in rete degli ospedali di Cecina e Piombino

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CECINA. C’è una data. Dall’1 luglio prenderà il via il nuovo assetto organizzativo. Quello che si propone di mettere a sistema la riorganizzazione dei servizi socio-sanitari nel maxi distretto che unisce Bassa Val di Cecina e Val di Cornia, che prende il nome di Valli Etrusche. Passaggio fondamentale e su cui poggia l’ospedale unico articolato sui due presidi di Cecina e Piombino. Ad annunciare la data è la direttrice generale dell’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest Maria Teresa De Lauretis nel corso della 4ª commissione consiliare, dove è stata chiamata per illustrare le proposte dell’azienda per la messa in rete dei servizi ospedalieri. Nelle prossime settimane i consigli comunali voteranno l’Atto di indirizzo per l’avvio del percorso di fusione delle due società della salute, Val di Cornia e Bassa Val di Cecina. Insomma, la strada è segnata. Eppure, il sindaco di Cecina Samuele Lippi sottolinea l’invito «a far pervenire contributi e osservazioni nell’ambito del percorso che entro la fine dell’estate porterà all’approvazione del Piano attuativo locale della sanità, all’indirizzo e-mail ospedalivallietrusche@gmail. com. Questo è il documento di programmazione politica e in cui avremo certezza di tempi e dati degli investimenti».

Si illustrano i contenuti del progetto di riorganizzazione che coinvolge due ospedali in rete, quello di Cecina e quello di Piombino. E lo studio dell’Azienda Usl Nord ovest sulla rete tempo dipendente dell’infarto nei due territori. I consiglieri decidono all’unanimità di aprire la seduta agli interventi del pubblico. Si alternano don Reno Pisaneschi, accolto al suo arrivo da un lungo applauso, che bolla il progetto «mostro umano» evidenziando «i 60 chilometri che separano i due ospedali». La capogrupo del Movimento 5 Stelle Rosanna Farinetti chiede di sapere numero e disponibilità di ambulanze medicalizzate e punta il dito sulle liste d’attesa. E chiede: «Perché a Cecina non si prevede la casa della salute? ». Critico sull’operazione di messa in rete degli ospedali è anche Giuseppe Gallelli del Coordinamento in difesa dell’ospedale: «Si parla solo di numeri con una visione di tipo economicistico». Torna a puntare il dito su liste d’attesa e numero di posti letto la capogruppo di Cecina civica Pamela Tovani che sottolinea: «Perché qui non si fanno investimenti per diventare attrattivi per altri territori? ». Tutti temi che ricorrono anche in altri interventi.

A spostare l’orizzonte su un aspetto specifico è Vincenza Zagaria che dà voce ai disagi dei disabili come rappresentante dell’Associazione Vita indipendente. Chiede lumi sul mantenimento dell’ufficio Protesi e garanzie sull’esigibilità dei presidi garantiti dai livelli essenziali di assistenza (Lea). «Dagli specialisti riceviamo per tutta risposta non ci sono i soldi e non vengono forniti». Sul punto sia De Lauretis che Lippi chiedono di fornire in privato i nomi dei medici per poter andare a fondo della segnalazione. «Ciò che è previsto dai Lea deve essere fornito», dice la direttrice generale Asl. Sul tavolo anche una proposta per migliorare il livello dell’offerta di riabilitazione: «Perché non fare una convenzione con il privato per consentire la riabilitazione in acqua dato che il pubblico non è attrezzato per farla? Siamo in grado anche di indicare una struttura in zona».

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