Il Tirreno

Qualità dell’aria, studio sugli inquinanti

di Anna Cecchini
Qualità dell’aria, studio sugli inquinanti

Terminato il monitoraggio di Arpat richiesto dal Comune, Franchi: «Tutti gli indicatori ampiamente sotto le soglie di legge»

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ROSIGNANO. «Indicatori che rispettano ampiamente le soglie previste dalla normativa vigente in materia di qualità dell’aria per la protezione della salute umana». Queste le conclusioni della campagna indicativa di rilevamento di qualità dell’aria con mezzo mobile (Crtqa) effettuata dal 18 marzo 2017 al 28 febbraio 2018 sulla base di una convenzione tra Arpat e Comune di Rosignano. Il monitoraggio è stato effettuato grazie a una centralina mobile della Regione Toscana che per un anno è stata sistemata nel parcheggio dietro l’asilo di via della Costituzione, zona piazza del Mercato.

«Durante gli incontri del percorso pubblico “Rosignano città laboratorio per la prevenzione oncologica - spiega il sindaco Alessandro Franchi - furono espressi dubbi sul fatto che i dati relativi alla qualità dell’aria fossero monitorati con una sola centralina (zona Poggio San Rocco, ndr). Da qui la decisione di impegnare risorse straordinarie, circa 10mila euro, per avere ulteriori dati sulla situazione dell’aria».

«La qualità dell’aria - conferma il vicesindaco e assessore all’ambente Daniele Donati - rappresenta sempre di più un fattore correlato all’insorgere di malattie. Questo monitoraggio è inserito nel percorso “Rosignano città laboratorio per la prevenzione oncologica” che oltre ai dati sanitari si estende anche ai fattori ambientali. Lo studio, che ha avuto una durata di 12 mesi ed è stato effettuato con determinati requisiti scientifici, rappresenta un ulteriore messaggio di attenzione dell’amministrazione per la salute dei cittadini e per l’ambiente».

Come ricorda Leonardo Garro, responsabile dell’ufficio ambiente del Comune, «fino al 2012 sul territorio c’erano 4 centraline fisse, tre delle quali sono state tolte nel rispetto delle normative. È stata lasciata quella a Poggio San Rocco con lo scopo primario di rilevare la qualità dell’aria in considerazione della presenza della centrale turbogas. Per avere un monitoraggio più ampio è stato deciso così di sistemare il laboratorio mobile in un’area che rispecchiasse le precedenti ubicazioni delle centraline fisse, ossia in piazza del Mercato dove appunto fino al 2012 c’era una postazione». La campagna di rilevazioni è stata suddivisa in quattro fasi (primaverile dal 15 marzo 2017 all’11 aprile 2017, estiva dal 10 al 27 giugno 2017, autunnale dal 5 al 22 ottobre 2017 ed invernale dal 10 al 28 febbraio 2018). Gli agenti inquinanti che sono stati monitorati sono quelli che erano controllati anche tramite le vecchie centraline fisse: monossido di carbonio (Co), ossidi di azoto (No e No2), biossido di zolfo (So2) e polveri sottili (Pm10).

«Comparando i dati con quelli della vecchia centralina in zona piazza del Mercato - spiega Garro - il monossido è rimasto sugli stessi livelli, mentre gli altri parametri sono diminuiti».

Il dato finale riportato sulla relazione della relazione di Arpat rileva, che «gli indicatori rispettano ampiamente le soglie previste dalle normative». «Questo - termina Franchi - ci rassicura e rientra in una fotografia della situazione ambientale del territorio, in un quadro in cui anche l’ultimo rinnovo dell’autorizzazione ottenuto dall’azienda Solvay dal ministero prevede ulteriori restrizioni, e noi ci muoviamo attraverso il Pums-piano urbano per la mobilità sostenibile nell’indicare ai cittadini comportamenti che tendano sempre di più alla sostenibilità ambientale».

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