Meteo
«Solvay responsabile civile della malattia»
La conferma in Appello del diritto al risarcimento a un ex operaio dello stabilimento esposto all’amianto
ROSIGNANO. La Corte d’Appello di Firenze lo dice chiaramente, confermando la sentenza in primo grado emessa nel 2016 dal tribunale di Livorno che già aveva preso per buone le responsabilità civili della società per una patologia asbesto correlata riscontrata in un ex dipendente dello stabilimento. «La sentenza della Corte di Appello di Firenze riconduce, almeno per questo caso, alle responsabilità precise e puntuali della Solvay Chimica Italia spa - dice Alessandra Franchi, coordinatrice per la Toscana di Ona (osservatorio nazionale amianto) - Certo, siamo ancora alla sentenza di secondo grado, ma è conforme che con quella di primo grado e ormai ricostruisce in modo indefettibile i fatti di causa e cioè il rischio amianto in Solvay».
Il caso in questione è quello di un dipendente che dopo aver lavorato per decenni all’interno dello stabilimento di Rosignano ha riscontrato placche e ispessimenti pleurici, traducibili in un tumore polmonare, che le analisi mediche collegheranno poi all’esposizione da amianto. L’uomo diede così il via a una causa contro la società, assistito dall’avvocato Ezio Bonanni e dall’Ona stessa. Causa che lo ha visto vincitore in primo grado, con una sentenza che ha riconosciuto la responsabilità civile della società, la quale, dal canto suo, ha subito impugnato. Alcuni giorni fa è poi arrivata anche la Corte d’Appello. «Viene così confermata la sentenza del tribunale di Livorno che a suo tempo aveva accolto le difese dell’avvocato Bonanni, il quale era riuscito a ottenere l’affermazione della responsabilità civile (obbligo risarcitorio per patologia asbesto correlata dell’ex dipendente Solvay», continua Franchi, cogliendo l’occasione per lanciare un messaggio.
«Rivolgo un appello alle autorità perché gli standard di sicurezza siano più elevati, anche in ordine ai versamenti in mare: mi riferisco alle Spiagge Bianche - dice la coordinatrice toscana dell’Ona - Un pensiero va a Massimiliano Posarelli, che ha perso suo padre Romano per un cancro polmonare da amianto rispetto al quale il decesso dell’imputato ha permesso la consacrazione della responsabilità penale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
