Il Tirreno

«Nessuna inchiesta specifica su Solvay»

«Nessuna inchiesta specifica su Solvay»

Lo stabilimento di via Piave sul caso della commissione parlamentare: «Ambiente monitorato»

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ROSIGNANO. Prima di tutto i vertici di via Piave ci tengono a premettere che «la situazione ambientale del sito è costantemente monitorata e gestita dall’azienda con la massima attenzione e priorità».

Questa la garanzia che arriva dall’industria chimica Solvay a seguito della notizia dell’inserimento dello stabilimento rosignanese all’interno della relazione territoriale per la Toscana della commissione parlamentare “di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati”, approvata lo scorso 28 febbraio e comunicata ai presidenti di Camera e Senato il giorno successivo.

L’azienda chimica precisare che «la relazione territoriale è stata prodotta da una commissione parlamentare istituita nel 2014 su scala nazionale, sul ciclo dei rifiuti e non allo scopo di svolgere un’inchiesta specifica su Solvay». Quel che preme specificare all’azienda, insomma, è che nela relazione non riguarda esclusivamente Solvay ma anzi fornisce una panoramica minuziosa dei siti industriali in Toscana. «La relazione territoriale - si legge in una nota dell’azienda - riguarda peraltro l’intera regione Toscana e riporta sinteticamente quanto già messo in atto negli anni da Solvay: tale relazione non rappresenta una criticità focalizzata sull’area industriale di Rosignano ed evidenzia come gli interventi attivati da Solvay nel corso degli anni abbiano consentito di contenere gli effetti ambientali all’interno del sito industriale».

Dai vertici di via Piave arriva la conferma che «Solvay ha infatti avviato già nel 2001 la procedura volontaria di indagine di caratterizzazione dei terreni e della falda sotterranea dell’area industriale di Rosignano Solvay e che la suddetta procedura è stata condotta in conformità alla normativa vigente nel 2001 (Decreto ministeriale 471/99)».

E ancora, l’industria sottolinea che «le attività di monitoraggio e controllo, gestione e bonifica proseguono tutt’oggi, secondo quanto previsto dalla normativa ambientale attuale (Decreto legislativo 152/2006), in collaborazione con le autorità competenti e con regolari verifiche in sede di Conferenza dei servizi».

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