Il Tirreno

il caso al confine

Alghe interrate in spiaggia controlli della municipale

di Manolo Morandini
Alghe interrate in spiaggia controlli della municipale

La posidonia da San Vincenzo trasferita sul litorale di competenza di Castagneto A sollecitare i controlli e le verifiche sull’operazione è il consigliere Gragnoli

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CASTAGNETO CARDUCCI. Arrivano in spiaggia gli agenti della polizia municipale di Castagneto Carducci. Le ruspe e i trattori impegnati dal 3 maggio nell’operazione di interramento delle alghe spengono i motori. È il primo pomeriggio dell’11 maggio. Che cosa sia stato accertato non è dato sapere. Dal comando della municipale si conferma solo che è stato fatto il controllo, ma nessuna indicazione è data sull’esito. Quel che è certo il cumulo di posidonia spiaggia sul litorale di San Vincenzo è ormai quasi tutto all’interno delle trincee scavate su un tratto di spiaggia di competenza del Comune di Castagneto Carducci. Una zona di confine, difficilmente accessibile. Al punto che la pattuglia della polizia municipale per arrivare sul posto ha utilizzato la jeep in dotazione ma è comunque dovuta passare da San Vincenzo per evitare un tragitto di chilometri lungo la linea di battigia.

Alla fine del controllo le operazioni sulla spiaggia sono riprese. C’è una prima trincea che è quasi esaurita e una seconda in cui si è iniziato il riempimento con le alghe accumulate ammassando quanto si è spiaggiato nei mesi invernali sul litorale a nord del porto turistico sanvincenzino. Il via vai di ruspe e trattori lungo la spiaggia che dal confine nord di San Vincenzo porta al fosso dei Fichi, davanti al Suvericcio, nei confini amministrativi del Comune di Castagneto Carducci non convince il consigliere di Insieme per Castagneto Benito Gragnoli che sul punto continua a chiedere lumi all’amministrazione comunale.

Il tour della posidonia sul litorale è autorizzato, in linea con quanto già fatto nel 2016. Eppure Gragnoli non ha dubbi e parla di «scempio autorizzato dalla nostra sindaca Sandra Scarpellini». I dubbi vanno dalla bontà sul piano ambientale dell’operazione alla qualità dei materiali sversati nelle trincee. «Ma anche per la sicurezza di un cantiere che non ha alcuna segnalazione – dice – tanto che le persone si trovano a passeggiare sulla battigia mentre i trattori e le ruspe lavorano». L’intervento di interramento arriva in scia al nulla osta chiesto dall’amministrazione di San Vincenzo al Comune di Castagneto che lo ha rilasciato il 20 aprile. Il precedente risale a maggio 2016 quando vennero interrati circa 8.000 metri cubi di alghe spiaggiate a San Vincenzo, trasferite all’interno di due trincee larghe 10 metri, profonde 1,50 metri e lunghe 800 e 300 metri per poi essere ricoperte da uno strato di 50 centimetri di sabbia. Operazione a cui sono seguiti dopo un anno i campionamenti dell’Ispra, in cui è stato messo in luce che oltre a trattarsi di un’operazione a norma di legge non sono emersi parametri ambientali fuori norma.

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